Il 22 ottobre il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, presenterà alla conferenza unificata stato-regioni la proposta del bando tipo per il rinnovo delle concessioni demaniali in vita delle aste che dovranno essere effettuate entro settembre 2027 a seguito delle disposizioni della direttiva Bolkestein.
E nel frattempo il comune di Viareggio ha ricevuto un nuovo richiamo dall’Antitrust (l’Autorità garante della concorrenza e del mercato), sulle concessioni balneari in merito alle procedure di rinnovo con l’atto formale.
Nella lettera inviata alla sindaca Sara Grilli, l’Antitrust ribadisce “le criticità concorrenziali collegate al ricorso a forme procedimentali avviate su istanza di parte anziché di ufficio” e sottolinea che i requisiti di imparzialità, massima partecipazione, non discriminazione e parità di trattamento possono essere assicurati “solo dalla previa indizione di una gara, il cui bando preveda almeno, tra l’altro e anzitutto, l’oggetto e la durata della concessione, l’entità del canone (aggiornato) da pagarsi, i requisiti di partecipazione e i criteri di aggiudicazione”.
Dopo la premessa quindi l’Autorità prosegue specificando che “i principi sopra descritti non appaiono essere rispettati dal momento che gli avvisi pubblicati dal comune di Viareggio risultano lacunosi quanto alla definizione dei criteri di valutazione e aggiudicazione che viene rinviata ad un momento successivo alla presentazione di eventuali domande” e che “Anche con riguardo all’indennizzo gli avvisi in questione non forniscono indicazioni adeguate, limitandosi a riportare il valore individuato da parte del concessionario uscente” arrivando alla conclusione he “tali carenze non consentono di assicurare la par condicio tra i soggetti potenzialmente interessati”.
Gli avvisi pubblicati dal comune di Viareggio, stando all’Antitrust “risultano lacunosi quanto alla definizione dei criteri di valutazione e di aggiudicazione, che viene rinviata a un momento successivo alla presentazione di eventuali domande concorrenti”.
“Anche con riguardo all’indennizzo – prosegue la missiva dell’Antitrust – gli avvisi in questione non forniscono indicazioni adeguate, limitandosi a riportare il valore individuato da parte del concessionario uscente. Tali carenze non consentono di assicurare la par condicio tra i soggetti potenzialmente interessati”.



