Vendita TISG, i sindacati: «Prima la tutela del lavoro»

“Come organizzazioni sindacali ci teniamo a precisare che non facciamo il tifo per nessuno. Il tifo si fa allo stadio, non quando in gioco ci sono il futuro di un’azienda, il destino dei lavoratori e le prospettive di centinaia di famiglie”. Bruno Casotti della Fim Cisl e Giacomo Saisi della Uilm vanno dritti al punto sulla situazione del The Italian Sea Group a seguito dell’incontro avvenuto con Vincenzo Poerio, rappresentante della cordata Sri Global interessata all’acquisizione del gruppo. Una delle cinque realtà, tra le quali Sanlorenzo e Polo Nautico Viareggio, che vogliono acquisire il cantiere di Marina di Carrara.

Una posizione che non lascia spazio a interpretazioni da parte dei sindacati. “Non intendiamo schierarci a favore di questa o quella cordata – sottolineano i sindacalisti – ma valutare ogni proposta esclusivamente sulla base della sua capacità di garantire continuità industriale, tutela occupazionale e prospettive concrete di rilancio. Ci conforta constatare che anche durante questo incontro sembrano essere state ascoltate le richieste che portiamo avanti fin dall’inizio della crisi: salvaguardare l’occupazione, mantenere unito il patrimonio industriale e garantire una reale continuità produttiva”.

“Il futuro di The Italian Sea Group – chiariscono i sindacalisti di Fim Cisl e Uilm – non può essere ridotto a una semplice operazione finanziaria. Dietro ogni scelta ci sono lavoratori, famiglie, competenze, piccole imprese e un patrimonio industriale che deve essere tutelato. Per queste ragioni ribadiamo che il nostro impegno non è rivolto a favorire un particolare acquirente, ma a garantire che il percorso di rilancio dell’azienda possa offrire prospettive concrete e durature a tutti i lavoratori, salvaguardando l’unità del gruppo e il valore industriale che Tisg rappresenta per il territorio”.

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