La nuova legge elettorale porta a una “modifica della Costituzione”. Ne è convinto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, intervenuto all’iniziativa “Dalla parte della Costituzione”, che si è svolta a Scandicci, in provincia di Firenze.
Secondo Giani, è necessario far crescere quella sensibilità che, come dimostrato dal referendum sulla magistratura, permette anche a tanti italiani distanti dalla politica di mobilitarsi quando viene toccata la Costituzione.
“Il Presidente della Repubblica svolge una funzione fondamentale nella designazione del presidente del Consiglio”, ha osservato Giani. Secondo il governatore toscano, alterare questo potere del Capo dello Stato, sostanzialmente obbligandolo alla scelta di un premier designato dalle coalizioni, significa diminuire e affievolire il ruolo del Presidente della Repubblica, che nella Costituzione italiana svolge una funzione fondamentale.
Per Giani, un principio di questo tipo non può essere modificato attraverso una legge approvata in Parlamento “a colpi di fiducia, a colpi di maggioranza”.
Il presidente della Regione Toscana ha sollevato inoltre dubbi sui premi di maggioranza previsti dalla nuova legge elettorale, definendoli “mostruosi”. Nel suo intervento ha fatto riferimento ai 35 seggi al Senato e ai 70 alla Camera, sostenendo che, in una situazione di questo genere, rischia di saltare il principio costituzionale secondo cui il Senato è eletto su base regionale.



