Medici e pace, il manifesto presentato a Firenze

“Ogni atto medico è un atto di pace. Dove la salute è un diritto, le società sono più giuste e più pacifiche. I sistemi sanitari a vocazione universalistica, nati nel secondo Dopoguerra, rappresentano una delle più alte conquiste civili dell’Europa”. Presentato anche nella sede del Consiglio regionale della Toscana, Palazzo Bastogi a Firenze, ‘Medici e pace’, manifesto della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri.

“I medici sono quelli che si prendono cura delle persone, intervengono quando c’è sofferenza, provano ad alleviarla – spiega Filippo Anelli, presidente nazionale dell’Ordine dei medici – Curano un essere umano, non chiedono da dove proviene, chi sia, quale lingua parli o quale religione professi”.

“Il manifesto vuole ribadire questo – spiega Anelli – I medici sono coloro che oggi considerano tutte le persone uguali davanti ai diritti e in particolare davanti alla salute. Condannano la guerra, la pena di morte, ogni forma di violenza. Sostengono un servizio sanitario nazionale per arrivare, attraverso esso, a dare dignità e una speranza di futuro a ogni persona. Per questo, i medici sono costruttori di pace”.

Per la presidente del Consiglio regionale, Stefania Saccardi, “il Manifesto ribadisce che ogni atto medico è un atto di pace e che il diritto alla cura deve essere garantito a ogni persona senza discriminazioni”, “il Servizio sanitario pubblico e universalistico rappresenta un pilastro della democrazia, perché garantisce l’accesso alle cure, contrasta le disuguaglianze e tutela le persone più fragili. Anche la Toscana riconosce nella sanità pubblica e nella solidarietà valori fondamentali, da tradurre in politiche e servizi”.

Il vicepresidente Antonio Mazzeo ha detto di aver “voluto presentare qui questo manifesto per due ragioni: il primo perché ogni atto medico è un atto di pace. E poi perché in questo momento, purtroppo, le guerre sono predominanti in tutto il pianeta”.

“È importante che la voce dell’Ordine dei medici si alzi a difesa della pace – ha detto l’assessore alla Sanità, Monia Monni – I medici sono spesso sotto attacco, possono diventare un obiettivo, la guerra può colpire gli ospedali e chi cura. Guardare cosa accade in tutti i luoghi ancora colpiti da conflitti fa parte del servizio sanitario pubblico e universale, che ha il dovere di curare tutte e tutti, ovunque ce ne sia bisogno”.

ultimi articoli