Incendio Massarosa, prime verifiche di Arpat

Arrivano le prime risposte di Arpat in merito all’incendio che domenica 25 ottobre, per circa un’ora, ha imperversato nella frazione di Bozzano a Massarosa. Le fiamme hanno interessato la parte del capannone destinata al deposito dei mezzi nautici utilizzati per il noleggio estivo da parte della ditta Centro Servizi Nautici, oltre ad attrezzature per la loro manutenzione, mentre l’altra parte, contenente anche solventi e pitture, non è stata raggiunta dal fuoco, pur avendo subito danni dovuti al calore.

Le acque utilizzate per lo spegnimento, anche grazie alla modesta quantità impiegata, sono rimaste confinate all’interno del capannone, senza disperdersi nell’ambiente.
Secondo le informazioni raccolte durante l’intervento da parte dei tecnici, al momento dell’incendio il vento era assente ed il fumo, scuro e denso, si è innalzato verticalmente fino a circa 50 metri.

“Considerate la breve durata dell’evento e le condizioni atmosferiche che hanno favorito la dispersione dei fumi, non si è ritenuto utile procedere con ulteriori approfondimenti mediante modellistica diffusionale” fanno sapere dall’Agenzia.

L’Agenzia ha quindi proposto al Comune di adottare un provvedimento per richiedere alla società tutte le precauzioni necessarie alla messa in sicurezza ambientale del sito, alla rimozione dei rifiuti costituiti dai materiali interessati dall’incendio e alla corretta gestione delle eventuali acque meteoriche che, dilavando le aree e i materiali bruciati, potrebbero risultare contaminate. Per quanto riguarda eventuali precauzioni igienico-sanitarie relative al consumo di prodotti vegetali nelle aree vicine all’azienda, Arpat ha rimesso la decisione all’Azienda Usl Toscana Nord-Ovest.

Un’altra delle cose che preoccupava i cittadini, oltre alle verdure, è quella relativa alla possibile presenza di amianto nella copertura bruciata. “Visto che non è stato possibile accertare la natura dei materiali che la compongono – dicono da Arpat – i tecnici hanno prelevato un campione di una porzione della copertura caduta a terra, per verificare l’eventuale presenza di fibre di amianto. Il campione sarà ora analizzato dal laboratorio Arpat e un prelievo analogo è stato effettuato anche dai vigili del fuoco”.

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