Mps, presidio dei sindacati a Siena: timori per il futuro della banca

Se Monte dei Paschi perde centralità a Siena, le conseguenze riguardano non solo il futuro dei suoi dipendenti. Occupazione, indotto, attività economiche e tenuta sociale del territorio sono legati al ruolo della banca, che da secoli rappresenta un punto di riferimento per la città. È questo il messaggio portato da Cgil, Cisl e Uil al presidio davanti all’assemblea degli azionisti di Mps, in una giornata importante per il futuro dell’istituto e mentre il risiko bancario, con l’Opas di Intesa Sanpaolo, apre nuovi interrogativi sugli equilibri del settore e sul destino del Monte.

“Intanto, siamo qui per ribadire che Monte dei Paschi è un’infrastruttura sociale ed economica fondamentale per questo territorio. Sono due anni che soffriamo di una crisi senza fine, con sempre più posti di lavoro persi e la cassa integrazione che esplode – afferma la segretaria provinciale della Cgil Alice D’Ercole -. Oggi siamo qui per dire che non possiamo permetterci il declino descritto anche dalle stime della Camera di commercio. La possibilità, indicata da Coppola, di arrivare fino a dieci punti percentuali di perdita del Pil, con il rischio di un’ulteriore lacerazione del tessuto economico e sociale, è qualcosa che questo territorio non si può permettere”.

Il presidio vuole richiamare l’attenzione degli azionisti sulle ricadute delle scelte strategiche della banca.
“Come Cgil, Cisl e Uil ci abbiamo creduto. Infatti, è grazie a noi che abbiamo portato qui istituzioni, associazioni e quant’altro – sottolinea il segretario provinciale della Cisl Riccardo Pucci -. Sappiamo bene che oggi è una data che probabilmente sarà ricordata nella storia del Monte dei Paschi. Vediamo quello che verrà fuori, però certamente questo comporterà scelte differenti, scelte importanti che, speriamo, andranno a favore del territorio. Parliamo di 2.200 dipendenti, di cui 800 dell’indotto. Il rischio di licenziamenti è alto, così come quello di uscite volontarie o meno, comunque le si voglia chiamare”.

Per Massimo Martini, coordinatore provinciale Uil, la priorità è garantire che il Monte continui a essere una banca forte, con il proprio centro decisionale a Siena e un legame saldo con la comunità: “Vorremmo che queste famiglie e queste persone continuassero a lavorare in questa banca, ma in una condizione di forza. Il fatto che la direzione generale della banca sia a Siena e che la città, attraverso la banca, continui a essere presente sul territorio è un elemento fondamentale. Anche nei momenti di difficoltà della banca, i correntisti, che poi sono il vero corpo della banca, sono rimasti legati al Monte dei Paschi e non hanno mai pensato di lasciarlo. Questo è un elemento che deve far riflettere. Il rispetto deve esserci anche nei confronti dei correntisti e della comunità, perché la storia di questa banca, che ormai dura da secoli, deve continuare nel migliore dei modi”.

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