TISG, i sindacati chiedono garanzie su occupazione e indotto dopo la scelta di Sri Group

The Italian Sea Group, sindacati in allarme dopo la scelta del cda di individuare nell’offerta da 220 milioni di euro di Sri Group Global Limited la base per il concordato preventivo in continuità aziendale indiretta. La proposta non è ancora stata accettata e resta aperta una fase di rilancio per valutare eventuali offerte migliorative.

Il prossimo passaggio decisivo è fissato per l’11 novembre, quando il piano sarà esaminato dal tribunale di Firenze. Oggi è previsto un nuovo consiglio di amministrazione per fare il punto sulla situazione.

Dura la posizione di Fiom-Cgil e Cgil Massa Carrara. “Gli otto mesi trascorsi tra composizione negoziata della crisi, concordato in bianco e attuale proposta sono stati tempo prezioso perso”, affermano i segretari Nicola Del Vecchio e Umberto Faita, secondo i quali una soluzione avrebbe potuto essere individuata già in primavera. I sindacati sollevano anche interrogativi sui 21,9 milioni di euro corrisposti a consulenti esterni al 31 agosto. Fiom-Cgil chiede inoltre garanzie sul pagamento della mensilità di novembre e delle tredicesime ai dipendenti diretti.

Fim-Cisl, Uilm e Rsu Tisg indicano invece le condizioni necessarie per il futuro dell’azienda: il riassorbimento e la garanzia integrale di tutti i posti di lavoro nello stabilimento di Marina di Carrara e la tutela delle imprese dell’indotto.

“Il nuovo acquirente dovrà presentare un piano industriale credibile e di lungo periodo. Respingeremo qualsiasi tentativo di spezzatino, ridimensionamento o logica di mera speculazione finanziaria”, affermano le organizzazioni sindacali.

Fim e Uilm chiedono infine una convocazione urgente in azienda, in Regione e al Comune di Carrara, prima dell’udienza dell’11 novembre, per conoscere il piano industriale, le clausole sociali e le condizioni dell’affitto d’azienda previsto a dicembre.

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