La polemica poco dopo l’annuncio. È bastata una foto con le cinque dita – a segnalare la quinta volta che una tappa del Giro d’Italia passa da Viareggio – a far scoppiare la polemica in città. Una polemica come si suol dire ‘bipartisan’ che ha visto risposte a ‘gamba tesa’ sia da parte di esponenti di centrodestra che di centrosinistra visto che i passaggi precedenti della corsa in rosa, erano stati tutti maschili.
“Le cinque dita raccontano una serie che non esiste – attacca Alessandro Santini, ex consigliere di centrodestra candidato insieme a Marialina Marcucci alle ultime elezioni – Le quattro volte precedenti, dal 2023 al 2026, erano tutte Giro maschile. Per arrivare a cinque bisogna sommare due corse diverse. Il pallottoliere è creativo, l’aritmetica meno. Il Giro d’Italia Women è una grande corsa e le atlete meritano rispetto e attenzione. Una bella notizia, bastava darla così com’era. Usarla per allungare la serie del Giro maschile non aiuta il ciclismo femminile. Lo nasconde”.
“Poi ci sono i soldi – prosegue Santini – In città si parla di 350-400 mila euro. Non è un dato, è una voce. Proprio per questo la domanda va fatta: quanto costa davvero? Le cifre pubbliche aiutano a capire. Per una tappa del Giro d’Italia Women altri comuni hanno pagato a Rcs tra 50 e 70 mila euro: Mirano e Terre Roveresche nel 2025, Cesenatico nel 2026 per la partenza. Per il Giro maschile si sale a 200-305 mila euro. Napoli nel 2026 ha speso 305 mila euro, iva inclusa, per un arrivo. Se la voce fosse vera, Viareggio pagherebbe la corsa femminile più di quanto Napoli ha pagato un arrivo del Giro maschile”.
Sui soldi insiste anche Federica Maineri, capogruppo del centrosinistra in consiglio comunale. “Una precisazione doverosa, che nel post si sono dimenticati di fare: il Giro d’Italia non arriva perché la città ha vinto qualcosa. Per ospitare una tappa si paga – attacca Maineri – È un’operazione commerciale, non un riconoscimento al buon governo della città. Che il Giro porti visibilità è indubbio. E ben venga la visibilità. Ma c’è una domanda che vale la pena farsi: quale Viareggio troveranno le persone che, dopo averla vista in televisione, decideranno di venirci?”
Maineri, dopo aver elencato luoghi come piazza Mazzini, lo stadio ancora non finito così come la nuova piscina comunale, “la Passeggiata piena di toppe” oltre a posti “oggi abbandonati o in condizioni indegne della loro storia” come “ex Piper, Vasco Zappelli, Pino sul Tetto, Politeama, Eden, Piazzone, vecchio Mercato dei Fiori” oltre alla colletta per finanziare interventi al Pucciniano, la consigliera rincara la dose.
“Del resto, questi luoghi nelle riprese televisive non li vediamo quasi mai – osserva Maineri – Peccato che siano proprio quelli con cui i viareggini e le viareggine devono fare i conti tutti i giorni. così come le nostre strade, piene di buche e danni che il passaggio del Giro non potrà riparare. Il tema sono le priorità. Per me, quest’anno, avremmo potuto tranquillamente rinunciare al Giro e destinare quelle risorse ad altro. Per esempio alla progettazione del Vasco Zappelli. È solo un esempio perché la sindaca in consiglio ci ha spiegato che si è acceso un mutuo su questo spazio, non per ristrutturarlo, ma per progettarne il recupero. Alla modica cifra di 200mila euro. E allora viene da chiedersi se, con tutte le emergenze che abbiamo, è davvero indispensabile spendere ancora per ospitare il Giro proprio quest’anno? Evidentemente l’occasione era troppo ghiotta. D’altra parte, quando ti ricapita di alzare cinque ditina davanti a una mascotte sorridente e presentare come un grande successo qualcosa che hai pagato per avere?”
Santini invece conclude andando a chiedere lumi al Comune. “E le carte? – chiede Santini – Per il 2027 all’Albo Pretorio non c’è nessun atto. Per il 2026 c’è la delibera di Giunta 226, che approva lo schema di convenzione con Rcs Sport, ma l’importo non c’è. Intanto le buche restano dove sono. Con 300 mila euro, ai prezzi della regione Toscana, si rifanno da un chilometro e mezzo a due chilometri e mezzo di strada a due corsie. Per questo chiediamo l’accesso agli atti e invitiamo i consiglieri comunali a presentare un’interrogazione su tre punti: la convenzione con Rcs per il 2027, la cifra pattuita e il capitolo di bilancio da cui escono i soldi. Chiediamo anche quanto sono costate, in tutto, le edizioni dal 2023 al 2026. Le cinque dita le abbiamo viste. Ora vorremmo vedere i numeri”.



