Firenze ricorda le vittime dell’alluvione del 4 novembre 1966 a sessant’anni dalla tragedia. La città ha commemorato l’anniversario con un corteo partito dalla basilica di Santa Croce e diretto verso Ponte alle Grazie, dove è stata deposta una corona di fiori nell’Arno in memoria di chi perse la vita e di tutte le persone coinvolte.
Alla commemorazione hanno partecipato la sindaca Sara Funaro e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Per Funaro, l’alluvione rappresenta ancora oggi «una ferita che rimane ancora aperta», ma anche «un grande insegnamento» per la città e per le generazioni successive.
La sindaca ha ricordato la straordinaria mobilitazione che seguì la tragedia, quando da tutto il mondo arrivarono aiuti e volontari. Ma i primi a intervenire furono proprio i fiorentini, scesi nelle strade per togliere il fango e soccorrere chi aveva bisogno, anche quando avevano perso tutto.
«Si è alzato un livello incredibile di solidarietà, di senso di orgoglio, di senso di appartenenza, che è uno dei patrimoni più importanti che ci siano dal punto di vista artistico, culturale e anche umano», ha dichiarato Funaro al termine del corteo.
La prima cittadina ha definito i fiorentini i primi «angeli del fango», sottolineando come quello spirito di solidarietà continui a caratterizzare la comunità: «Quando c’è una difficoltà sono sempre i primi ad arrivare, non importa quale sia il problema».
Nel corso della commemorazione Funaro ha ricordato anche il nonno Piero Bargellini, sindaco di Firenze durante l’alluvione del 1966. «Veniva ricordato sempre come alluvionato tra gli alluvionati e soprattutto fiorentino tra i fiorentini», ha raccontato. Tra gli insegnamenti lasciati da Bargellini, la sindaca ha evidenziato la vicinanza concreta alla popolazione: oltre a lavorare senza sosta per rimettere in piedi la città, «ogni minuto stava in mezzo ai fiorentini per ascoltare quelle che erano le loro esigenze». Un esempio che, secondo Funaro, rappresenta «il più grande insegnamento per chi fa politica e chi rappresenta le istituzioni».
Alla cerimonia era presente anche il presidente della Toscana Eugenio Giani, che ha ricordato il valore della memoria a sessant’anni dalla tragedia. «È un momento profondamente toccante, nel quale rendiamo omaggio a chi perse la vita in quella terribile alluvione, ma anche a una città che seppe rialzarsi grazie al coraggio, alla solidarietà e alla forza della sua comunità», ha affermato.



