Alluvione di Firenze, un incontro per i 60 anni

A 60 anni dall’alluvione del 4 novembre 1966, che segnò profondamente Firenze e la Toscana, il giornalismo torna a raccontare quei giorni attraverso le pagine dei giornali, le testimonianze dei protagonisti, le immagini e i documenti conservati negli archivi. Un’occasione per ripercorrere una delle pagine più drammatiche della storia della città, ma anche per riscoprire vicende meno conosciute e ricordare il grande impegno di una comunità che seppe reagire alla devastazione.

L’appuntamento è per lunedì 2 novembre 2026, alle ore 17.30, nel salottino del Teatro della Pergola, con l’incontro dal titolo ‘La storia in prima pagina. Firenze, sessant’anni dopo l’alluvione, il racconto del giornalismo toscano. Storie, testimonianze e documenti’.

Ad aprire l’iniziativa saranno i saluti istituzionali del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e della sindaca di Firenze Sara Funaro. Interverranno l’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti, Maria Adele De Francisci, caporedattrice della Tgr Rai Toscana, Fabio Galati, caporedattore di Repubblica Firenze, Cristiano Marcacci, direttore del Tirreno, Carlo Nicotra, caporedattore responsabile del Corriere Fiorentino, e Agnese Pini, direttrice di Qn La Nazione, Il Resto del Carlino e Il Giorno.

Al centro dell’incontro ci saranno gli speciali editoriali realizzati dalle principali testate giornalistiche toscane in occasione del 60° anniversario dell’alluvione di Firenze. Ogni testata presenterà il proprio lavoro, illustrando le scelte editoriali, i documenti recuperati e gli approfondimenti che saranno distribuiti insieme alle rispettive edizioni per ricordare i sessant’anni dall’evento.

Anche la Rai contribuirà al percorso di ricostruzione della memoria con un documentario realizzato dalla Tgr Toscana. L’iniziativa sarà quindi un’occasione per rileggere, attraverso il lavoro dei giornalisti e i materiali d’archivio, una tragedia che ha segnato profondamente Firenze e il suo territorio, mantenendone viva la memoria a sei decenni di distanza.

ultimi articoli