L’utilizzo dello scalo aeroportuale di Pisa continua ad alimentare polemiche all’ombra della Torre. Nella serata di lunedì 24 agosto un aereo da trasporto militare appartenente all’Aeronautica del Kuwait è atterrato all’aeroporto di Pisa, riaccendendo i riflettori sul ruolo della città come snodo logistico bellico.
La presenza del velivolo, documentata da immagini che mostrano la movimentazione di un sistema d’artiglieria contraerea a ridosso del portellone di carico, ha portato la coalizione di sinistra Diritti in Comune (Una città in comune – Rifondazione Comunista) a presentare un duro attacco all’Amministrazione comunale e al Governo.
Il velivolo identificato, un Boeing C-17A Globemaster III (sigla di volo KAF3225), ha effettuato nei giorni precedenti un lungo itinerario toccando scali strategici a livello globale. Partito da Kuwait City, l’aereo ha fatto tappa a Verona-Villafranca (sede del 3° Stormo e snodo per le basi USA in Veneto), per poi volare verso la Dover Air Force Base in Delaware (USA) e rientrare via Glasgow Prestwick (Regno Unito) prima di atterrare in territorio toscano.
I dubbi avanzati dalla forza d’opposizione riguardano soprattutto la destinazione finale e la provenienza del materiale, fra le ipotesi avanzate il possibile invio presso gli stabilimenti della Rheinmetall Italia a Roma Tiburtina, azienda fornitrice dei sistemi antiaerei del Kuwait. Calda anche la pista Camp Darby.
Per la coalizione Diritti in Comune, la movimentazione di armamenti a ridosso dei centri abitati espone la popolazione a rischi crescenti, specialmente nel contesto delle attuali tensioni internazionali e delle minacce globali contro le infrastrutture alleate.
“Perché armamenti e velivoli militari stranieri vengono movimentati sulle piste pisane senza che la cittadinanza riceva alcuna informazione? – si domanda Diritti in Comune – Pisa non può essere ridotta a retrovia delle guerre internazionali. Chiediamo al Governo, al Ministero della Difesa e al Sindaco di chiarire quale materiale sia stato movimentato, da dove provenisse, dove fosse directed e quali autorizzazioni abbiano consentito l’operazione”.



