Il caldo sempre più intenso non sta soltanto modificando le abitudini quotidiane, ma inizia a incidere anche sulle scelte dei turisti. È uno scenario che interessa da vicino anche la provincia di Grosseto, chiamata a fare i conti con estati sempre più calde e con una domanda turistica che potrebbe premiare, nei prossimi anni, destinazioni capaci di offrire alternative alla costa nelle ore più difficili della giornata.
I dati diffusi in occasione di Ferragosto da Assoturismo Confesercenti e dal Centro Studi Turistici di Firenze mostrano infatti una crescita del turismo montano. Tra oggi e il 17 agosto le località montane italiane dovrebbero registrare circa 1,6 milioni di presenze, mentre per l’intero mese di agosto sono previsti 11,7 milioni di pernottamenti, il 2,3% in più rispetto allo scorso anno. Una crescita superiore a quella stimata complessivamente per le destinazioni turistiche italiane, ferma al +1,1%.
Il fenomeno appare inoltre strutturale. Tra il 2019 e il 2025, nei 732 comuni italiani a vocazione turistica montana individuati dall’Istat, le presenze sono aumentate del 17,6%, passando da 55,6 a 65,4 milioni. Agosto è ormai il mese con il maggior peso sul totale annuale delle presenze nelle località montane.
Numeri che, secondo Confesercenti Grosseto, meritano una riflessione anche guardando alla Maremma. Il territorio provinciale ha infatti una caratteristica che potrebbe diventare un elemento di forza in un contesto climatico destinato a cambiare: la possibilità di passare, anche in pochi chilometri, dalle località balneari alle colline, dai borghi alle aree naturalistiche fino all’Amiata.
“Il turismo balneare – sottolinea Andrea Biondi, direttore provinciale di Confesercenti Grosseto – rimane naturalmente uno dei pilastri fondamentali dell’economia turistica della provincia di Grosseto, ma quello che sta accadendo a livello nazionale ci dice che dobbiamo osservare con attenzione come stanno cambiando le esigenze dei visitatori”.
Temperature elevate e periodi di caldo più prolungati possono infatti modificare il modo in cui il turista organizza le proprie giornate e, nel tempo, anche incidere sulla scelta della destinazione: “La Maremma – prosegue Biondi – da questo punto di vista, ha una caratteristica importante: nel raggio di pochi chilometri può offrire mare, natura, borghi, collina e montagna. Dobbiamo trasformare questa varietà in un vero vantaggio competitivo”.
La crescita del turismo montano può quindi rappresentare un’opportunità anche per l’Amiata grossetana e per le aree interne, ma soprattutto può spingere verso una strategia capace di mettere in relazione le diverse componenti dell’offerta provinciale.
“Non dobbiamo pensare alla costa e all’entroterra come destinazioni concorrenti – va avanti Biondi – ma come parti della stessa esperienza turistica. Un visitatore che soggiorna sulla costa può essere interessato a trascorrere una giornata nei borghi, nelle aree naturalistiche o sull’Amiata, così come chi sceglie le zone interne può essere attratto dalle località balneari e dalle esperienze offerte lungo il litorale”.
Per Confesercenti, questa evoluzione rende ancora più importante intervenire su mobilità, servizi, promozione integrata, eventi, turismo outdoor ed esperienze enogastronomiche, così da distribuire i flussi non soltanto tra le diverse aree della provincia, ma anche nelle diverse ore della giornata.
“Il cambiamento climatico non è più soltanto una questione ambientale, ma sta diventando anche un fattore economico e turistico – conclude Biondi –. Occorre prenderne atto nella programmazione dei prossimi anni. Per la provincia di Grosseto la risposta può essere quella di valorizzare ancora di più ciò che già possediamo: un territorio estremamente diversificato, capace di offrire nello stesso viaggio mare, natura, cultura, enogastronomia e montagna. È su questa integrazione che dobbiamo costruire una parte importante della competitività turistica futura della Maremma”.



