Carcere di Pistoia, 81 detenuti per 53 posti

La Casa circondariale di Pistoia ospita 81 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 53 posti. Un livello di occupazione che supera il 150% e che si accompagna alla carenza di personale educativo, all’assenza di un presidio infermieristico continuativo e alla scarsità di spazi destinati allo studio e alla formazione. È il quadro emerso dalla visita effettuata ieri mattina da una delegazione dei Giovani Democratici della Toscana nell’ambito della campagna regionale “Dimenticat?”, dedicata alle condizioni degli istituti penitenziari toscani.

Alla visita hanno partecipato il segretario regionale dei Gd Bernardo Taddei, il presidente regionale Sofian Aboulmachayl, il sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana Bernard Dika e la consigliera regionale Simona Querci, insieme a Madalina Golea della segreteria regionale dei Giovani Democratici, Francesca Di Rico della segreteria della Federazione Gd di Pistoia e al consigliere comunale Lorenzo Scalise.

Secondo quanto riferito dai Giovani Democratici, i 28 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare rendono particolarmente difficile la gestione degli spazi. Il numero dei presenti, viene sottolineato, non consentirebbe di garantire a ciascun detenuto i tre metri quadrati previsti. La situazione sarebbe stata ulteriormente aggravata dai recenti trasferimenti di persone detenute dagli istituti di Sollicciano e Porto Azzurro.

A preoccupare è anche la disponibilità di ambienti per le attività scolastiche e formative, considerati fondamentali nei percorsi di reinserimento sociale. A questo si aggiunge la presenza di un solo educatore all’interno della struttura, una dotazione ritenuta insufficiente rispetto alle necessità dei detenuti e alla possibilità di seguire in modo adeguato i percorsi individuali di trattamento. Durante la visita Bernard Dika ha richiamato il principio costituzionale della funzione rieducativa della pena, sottolineando l’importanza di formazione, lavoro, cure e ricostruzione dei rapporti sociali nel percorso verso il ritorno nella comunità.

Tra le criticità segnalate c’è anche l’assenza di un presidio sanitario attivo 24 ore su 24, almeno con la presenza continuativa di un infermiere. In caso di necessità, la prima valutazione delle condizioni di salute dei detenuti ricadrebbe quindi sugli agenti di Polizia Penitenziaria, che non hanno una formazione sanitaria specifica. I Giovani Democratici hanno annunciato l’intenzione di attivarsi affinché anche il carcere di Pistoia possa disporre di un presidio infermieristico permanente, richiamando l’esistenza di strutture di dimensioni comparabili nelle quali questo servizio è già garantito. La richiesta si inserisce nella sollecitazione a intervenire non soltanto sul sovraffollamento, ma anche sulla dotazione di personale, sugli spazi e sui servizi sanitari e formativi.

Per Lorenzo Scalise, le criticità emerse durante la visita incidono sia sulle possibilità di reinserimento dei detenuti sia sulle condizioni di lavoro degli operatori. Secondo il consigliere comunale, quanto osservato non dovrebbe rimanere una semplice iniziativa simbolica, ma diventare il punto di partenza per un lavoro concreto anche all’interno del Consiglio comunale.

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