Anche il mondo del volontariato ha deciso di unirsi alle proteste che ormai da qualche giorno stanno scuotendo l’Italia e non solo. Il primo passo lo ha fatto questa mattina la pubblica assistenza di Pisa, con lungo corteo formato da ambulanze e mezzi di soccorso che ha bloccato il traffico sui lungarni.
Le 16 pubbliche assistenze aderenti all’Anpas della Zona Pisana hanno dato vita a una mobilitazione unitaria per richiamare l’attenzione delle istituzioni e della cittadinanza sulla grave crisi economica che sta mettendo a rischio la tenuta dei servizi del terzo settore.
Se infatti il caro carburanti ha messo in ginocchio gli autotrasportatori possiamo solo immaginare cosa possa significare per il mondo del volontariato, costretto a fare i conti anche con la manutenzione dei veicoli a fronte di rimborsi che non riescono più a garantire la sostenibilità gestionale delle associazioni.
La carovana dei mezzi, partita da via Bargagna, ha percorso i lungarni a sirene spiegate fino a fare tappa in piazza Mazzini, dove ha sede la Prefettura di Pisa. Una delegazione dei rappresentanti Anpas è stata ricevuta per consegnare al Prefetto una lettera formale indirizzata al Governo nazionale e alla Regione Toscana.
Nel documento consegnato alle autorità si rimarca il valore insostituibile dell’impegno quotidiano dei volontari, chiedendo adeguati sostegni economici e interventi strutturali urgenti.
“Trasportiamo persone, non merci. Ogni giorno i nostri volontari accompagnano soggetti fragili, anziani, disabili e malati, garantendo prestazioni sanitarie e sociali essenziali per l’intero territorio. E’ un impegno fondamentale che non può e non deve essere dato per scontato”.
I vertici territoriali dell’associazione hanno quindi espresso profonda gratitudine a tutte le Pubbliche Assistenze, ai volontari e alle volontarie presenti all’iniziativa.
“Oggi abbiamo dimostrato ancora una volta che il mondo del volontariato sa fare squadra – hanno commentato i vertici di Anpas Zona Pisana – non soltanto per prestare soccorso agli altri, ma anche per difendere il futuro stesso delle prestazioni che assicuriamo quotidianamente alla collettività. Il volontariato non intende fermarsi, ma ora necessita di risposte e ascolto concreto da parte della politica”.



