Domata la rivolta al carcere Don Bosco: 4 arresti tra i detenuti

E’ rientrata nella notte l’emergenza alla Casa Circondariale Do Bosco di Pisa, dove nella serata di ieri i detenuti avevano dato il via ad una vera e propria rivolta. L’intervento coordinato della Polizia Penitenziaria, coadiuvata dalle unità di rinforzo giunte da Firenze, ha consentito di riprendere il controllo del reparto “secondo giudiziario” e di ripristinare la sicurezza nell’istituto. La conclusione delle prime indagini ha portato all’arresto di 4 detenuti, accusati di esser stati i promotori e gli istigatori dei disordini.

I disordini erano scoppiati intorno alle 19, quando circa 56 reclusi della sezione avevano occupato gli ambienti comuni. Per ostacolare l’accesso degli agenti di custodia, i manifestanti avevano riversato grandi quantità di olio sui pavimenti dei corridoi, creando una superficie altamente scivolosa e ad alto rischio d’incendio.

Nel corso dell’occupazione, alcuni detenuti hanno fatto uso di smartphone introdotti illecitamente nella struttura per trasmettere le fasi della protesta in diretta sulla piattaforma TikTok. Nei filmati, trasmessi a viso scoperto alternando la lingua italiana a quella albanese, i reclusi hanno sostenuto di aver subito aggressioni e hanno protestato contro le attività di intercettazione e il presunto posizionamento di microspie all’interno delle celle.
La diretta streaming è stata poi interrotta con la ripresa del controllo dei locali da parte delle forze dell’ordine e l’isolamento dei promotori della sommossa.

L’episodio ha scatenato la dura reazione delle organizzazioni sindacali di categoria. Gennarino De Fazio, segretario generale della Uil Fp Polizia Penitenziaria, ha evidenziato le criticità strutturali che affliggono il penitenziario pisano, ulteriormente dimostrate proprio dalla presenza di telefoni con accesso ad internet nella struttura.

Secondo i dati diffusi dal sindacato, la struttura del Don Bosco ospita attualmente oltre 300 reclusi a fronte di una capienza regolamentare di 185 posti (+64%), mentre il personale di Polizia Penitenziaria in servizio conta appena 185 unità rispetto alle 347 previste dalle piante organiche (-46%), delineando un quadro operativo d’emergenza sia a livello locale sia su scala nazionale.

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