“Ho conosciuto da vicino le dinamiche interne al PD e ho capito che troppo spesso l’interesse della città veniva dopo le logiche di partito”. Pesante attacco di Sara Grilli, candidata di area civica delghingariana e del centrodestra al ballottaggio del prossimo 7 e 8 giugno che deciderà la nuova sindaca di Viareggio, contro il Partito Democratico. Dopo che in molti hanno sottolineato la sua appartenenza al PD e la sua conseguente espulsione, Grilli è tornata sui social per raccontare la sua versione di quei giorni.
“In questi giorni si sentono molte parole – racconta Grilli – Nell’interesse dei cittadini credo sia giusto fare chiarezza, una volta per tutte. Qualche anno fa mi sono avvicinata al progetto politico civico di Del Ghingaro perché vedevo una città in crisi e apprezzavo il coraggio di quelle persone che avevano deciso di prendersi la responsabilità di rimetterla in piedi e rilanciarla. Nel 2020 fu proprio il PD a propormi di entrare in lista. Accettai perché pensavo che l’obiettivo comune fosse lo stesso: il bene di Viareggio e dei suoi cittadini. Entrata in consiglio comunale ho seguito da vicino il lavoro dell’amministrazione, dedicando tempo e passione all’attività politica e amministrativa. In questo modo ho anche conosciuto da vicino le dinamiche interne al PD”.
Prima di andare avanti facciamo un breve riassunto tratto dalle cronache di quei giorni. Federica Maineri, all’epoca vicesindaca in orbita Partito Democratico e oggi sua sfidante al ballottaggio, uscì dalla giunta Del Ghingaro denunciando mancanza di dialogo sia all’interno dell’amministrazione che coi cittadini. Un’uscita che venne sostituita a sorpresa da Grilli, eletta proprio nelle fila del PD che colse al volo la proposta del sindaco uscente – in rottura coi dem che poi passeranno all’opposizione – di entrare a far parte della giunta. Una accettazione che portò poi l’espulsione dal PD della stessa Grilli. La candidata in testa alle preferenze, prosegue nel suo racconto di quei giorni.
“Ad un certo punto del percorso – ricorda Grilli, oggi in una civica che racchiude esponenti di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia – ho capito che troppo spesso l’interesse della città veniva dopo le logiche di partito, dopo gli accordi fatti in stanze segrete per garantire un ruolo a questo o a quello. Questi aspetti mi hanno profondamente deluso, io non sono fatta così, io sono abituata a raggiungere obiettivi e risultati con l’impegno e la competenza, non per logiche di appartenenza. E poi, per carattere, quando vedo qualcosa che non condivido, lo dico. Sempre. Con correttezza, ma con libertà. Così nel momento in cui ho provato a dissentire davvero, per rispettare un programma e un patto con i cittadini che tutti, nessuno escluso, avevamo sottoscritto, sono stata messa da parte. Cacciata. Quello che è successo dopo lo sappiamo. Sia a livello politico che amministrativo. E i risultati, le cose progettate e portate a termine sono sotto gli occhi di tutti”.
Grilli puntualizza la sua posizione. “Io non ho cambiato idea – sottolinea – credo ancora che la politica sia un servizio alla città, non un’obbedienza ai partiti. Le istituzioni non appartengono ai gruppi o alle correnti ma ai cittadini. E il sindaco, un secondo dopo la proclamazione, è il sindaco di tutti, non solo di chi lo ha votato. E per questo deve agire nell’esclusivo interesse dei suoi cittadini. La nostra città ha già pagato troppo per le guerre interne, i giochi di correnti, le divisioni costruite per interesse politico. È il momento di andare oltre. Con serietà, rispetto e libertà. Per questo oggi mi candido a guidare Viareggio, con il sostegno di una coalizione che ha scelto il civismo, con un gruppo di persone che hanno deciso di lavorare ‘per qualcosa’ e non ‘contro qualcuno’”.



