“Negli ultimi anni è stato un crescendo di insicurezza a Viareggio e la sensazione è stata quella di rincorrere i problemi invece di prevenirli. Noi vogliamo cambiare approccio”. Federica Maineri, candidata per il centrosinistra e sfidante della favorita Sara Grilli al ballottaggio del prossimo 7 e 8 giugno dove si deciderà la prima sindaca di Viareggio, va dritta al punto per quanto riguarda il problema sicurezza che da tempo attanaglia la città.
“Le immagini della rissa avvenuta in piazza Dante, la paura vissuta da commercianti e residenti, gli episodi di tensione che si ripetono in diverse zone della città, così come la recente aggressione ai danni di alcuni bagnini – commenta Maineri – sono fatti che devono essere affrontati per quello che rappresentano: un problema che va affrontato e risolto. Viareggio ha bisogno di tornare a sentirsi una comunità sicura, vivibile, presente. E questo tema va affrontato con serietà e concretezza, senza propaganda e senza scorciatoie e soprattutto senza minimizzare”.
“La sicurezza non è una parola da usare in campagna elettorale per alimentare rabbia o paura – prosegue la candidata del centrosinistra – La sicurezza è il diritto delle persone a vivere serenamente i quartieri, a lavorare senza timore, a vedere strade presidiate, spazi pubblici curati, servizi funzionanti e istituzioni presenti. È il diritto dei commercianti e dei lavoratori tutti a non sentirsi soli. È il diritto delle famiglie, degli anziani e dei giovani a vivere una città, appunto, sicura. Chi lavora nei nostri stabilimenti balneari o sulle nostre spiagge, chi ogni giorno garantisce servizi, accoglienza e presidio del territorio, deve poter svolgere il proprio lavoro in condizioni di tranquillità e rispetto”.
Maineri ha in mente un piano preciso. “Ci vuole più presidio del territorio, più coordinamento tra Comune e forze dell’ordine, più attenzione ai quartieri, più illuminazione, manutenzione e cura degli spazi pubblici – spiega Maineri – Perché una città vissuta e curata è una città più sicura. Non esiste sicurezza senza coesione sociale. Dove mancano servizi, ascolto, opportunità e punti di riferimento crescono tensioni, marginalità e conflitti”.
“Per questo la nostra idea di sicurezza – conclude Maineri – tiene insieme controllo del territorio e lavoro sociale, legalità e prevenzione, fermezza e umanità. La nostra città, i nostri quartieri, i cittadini tutti hanno bisogno di essere visti e ascoltati: chi amministra deve avere la forza e l’umiltà di stare dentro i problemi senza fare finta che non esistano. Questa è la base essenziale per ricreare fiducia nelle persone e per rendere credibili le istituzioni”.



