Polemiche a Firenze dopo che UniCredit ha concesso un finanziamento ipotecario da 39,8 milioni di euro a Tortoise, società italiana di investimento immobiliare collegata a investitori internazionali attivi nei settori del real estate di pregio e dell’ospitalità di lusso. Il finanziamento è destinato alla riqualificazione di palazzo Rimbotti, storico immobile situato in piazza degli Antinori, all’inizio di via de’ Tornabuoni, la celebre strada del lusso nel centro di Firenze.
L’edificio, caratterizzato da una destinazione mista commerciale e residenziale, sarà oggetto di un importante intervento di valorizzazione che, come spiegato in una nota, punta a preservarne il pregio storico e architettonico, introducendo al contempo nuovi standard dell’ospitalità contemporanea.
Il progetto prevede il mantenimento della destinazione commerciale degli spazi al piano terra e la realizzazione, ai piani superiori, di una struttura composta da 17 residenze di pregio, che saranno associate a un primario marchio internazionale dell’ospitalità di lusso.
Le residenze saranno arricchite da servizi dedicati, tra cui aree wellness e Spa, spazi fitness, lounge e ambienti comuni progettati secondo i più elevati standard internazionali del settore luxury hospitality.
L’operazione ha però sollevato critiche da parte di chi contesta la crescente trasformazione del centro storico fiorentino in una destinazione sempre più orientata al lusso e agli investimenti immobiliari di fascia alta.
«Ogni settimana un nuovo pezzo di città viene venduto al lusso, ultimo Palazzo Bartolommei con tanto di plauso della Giunta», è la critica di Salviamo Firenze X Viverci.
«Firenze diventa un palcoscenico per la speculazione immobiliare, un parco tematico a tema per i ricchi del mondo e i loro divertissements», aggiunge il gruppo, contestando un modello di sviluppo urbano che, secondo il comitato, rischia di allontanare la città dai bisogni dei residenti.
Al centro della polemica c’è quindi il futuro del patrimonio immobiliare del centro storico, tra interventi di recupero degli edifici storici, investimenti nel settore dell’ospitalità di lusso e preoccupazioni per la progressiva trasformazione dell’identità e della vivibilità di Firenze.



