Firenze, dispersione scolastica stabile allo 0,25%

La dispersione scolastica a Firenze si conferma stabile allo 0,25%, in linea con gli anni precedenti. Il dato emerge dalle segnalazioni dei dirigenti degli istituti scolastici cittadini e restituisce un quadro sostanzialmente positivo, anche se con alcune differenze tra i diversi ordini di scuola.

Il dato più alto si registra nelle scuole secondarie di primo grado, dove la dispersione raggiunge lo 0,38%. Seguono le scuole primarie, con lo 0,23%, e le scuole superiori, dove il dato si attesta allo 0,20%.

Il risultato fiorentino si inserisce in un contesto nazionale decisamente più complesso. Nel 2025, infatti, la media italiana della dispersione scolastica era dell’8,2%, secondo quanto pubblicato da Eurostat. Un confronto che mette in evidenza la particolare situazione della città di Firenze, dove il fenomeno si mantiene su livelli molto più contenuti.

“Firenze sta andando nella direzione giusta”, commenta l’assessora all’Educazione Benedetta Albanese, che invita però a non considerare il risultato come un traguardo definitivo. “Questi risultati vanno costruiti e difesi ogni giorno”, sottolinea, spiegando che per mantenere questi livelli è necessario continuare a investire sulla scuola, sull’inclusione e sulla capacità di intercettare le situazioni di fragilità prima che possano trasformarsi in esclusione o abbandono.

Secondo Albanese, la prevenzione passa dalla collaborazione tra diversi soggetti. Il Comune continua infatti a rafforzare una rete che coinvolge scuole, famiglie, servizi comunali, terzo settore e realtà educative presenti sul territorio, con l’obiettivo di intervenire in modo tempestivo sulle situazioni più delicate.

L’assessora pone però anche l’accento sulla necessità di maggiori risorse. “Servono più risorse umane, a partire dai docenti, e più risorse economiche per rafforzare e ampliare i percorsi di prevenzione e inclusione”, afferma Albanese. Nel suo intervento non manca una critica alle politiche nazionali, definite “miopi” e caratterizzate, a suo giudizio, da tagli e disinvestimenti sulla scuola.

Nel frattempo, Palazzo Vecchio ricorda le numerose attività già realizzate in città. Sono circa 1.500 i laboratori organizzati, per un totale di 14.300 ore di attività, con interventi rivolti alla promozione dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, all’integrazione degli studenti con background migratorio, al contrasto del disagio scolastico e all’orientamento.

Tra le iniziative più significative vengono citati i progetti Le Chiavi della Città e Tuttinsieme per l’integrazione, pensati per sostenere gli studenti attraverso attività educative e percorsi dedicati all’inclusione.

Un ruolo importante viene svolto anche dai Centri di alfabetizzazione comunali, dal Cred Ausilioteca e dal progetto Residenza d’artista a scuola, realizzato in collaborazione con Murate Art District e Fondazione Muse. Si tratta di esperienze che ampliano le opportunità offerte agli studenti e contribuiscono a costruire una scuola più inclusiva e attenta alle diverse esigenze.

La prevenzione della dispersione, tuttavia, non si ferma davanti ai cancelli degli istituti scolastici. La rete costruita dal Comune coinvolge anche i servizi sociali e le realtà del terzo settore, attraverso una serie di interventi rivolti ai ragazzi e alle famiglie.

Tra questi ci sono l’educativa domiciliare, l’educativa di gruppo attiva in tutti e cinque i quartieri della città, i centri diurni convenzionati e i progetti specificamente dedicati agli adolescenti. A completare il sistema ci sono inoltre le attività di orientamento e di accompagnamento educativo e psicologico.

Il dato dello 0,25% conferma quindi una situazione stabile per Firenze, ma l’amministrazione sottolinea come il risultato debba essere continuamente sostenuto attraverso interventi di prevenzione, inclusione e accompagnamento. L’obiettivo è intercettare le difficoltà il prima possibile, evitando che il disagio possa trasformarsi in allontanamento dalla scuola e, successivamente, in abbandono.

Per Palazzo Vecchio la sfida dei prossimi anni sarà dunque quella di consolidare quanto già realizzato e, allo stesso tempo, rafforzare la rete territoriale che ruota attorno alla scuola. Una rete nella quale istituzioni, insegnanti, famiglie, servizi sociali e terzo settore sono chiamati a collaborare per garantire agli studenti maggiori opportunità e un percorso educativo il più possibile inclusivo.

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