È polemica a Palazzo Vecchio dopo le dichiarazioni del consigliere comunale e capogruppo della Lista Schmidt, Eike Schmidt, che accusa la maggioranza di aver modificato il regolamento del Comune di Firenze impedendo ai consiglieri comunali di partecipare da remoto alle commissioni, salvo casi di gravi motivi di salute.
Secondo Schmidt, la modifica sarebbe stata introdotta proprio nel corso dell’attuale consiliatura e rappresenterebbe un passo indietro rispetto alle precedenti regole, che consentivano il collegamento online, come avviene – sostiene – nella maggior parte dei Comuni italiani.
“L’attuale regolamento impedisce di collegarsi online alle commissioni. Quando mi sono candidato lo Statuto comunale prevedeva anche questa possibilità, ma è stato modificato proprio da questa maggioranza, limitando il collegamento da remoto ai soli casi di malattie gravi”, afferma il capogruppo della Lista Schmidt.
L’ex direttore delle Gallerie degli Uffizi si chiede quindi se la scelta sia stata fatta per ostacolare le opposizioni o per penalizzare chi, come lui, continua a svolgere anche un’attività lavorativa al di fuori dell’impegno politico.
“Un ostacolo contro tutte le minoranze? Una museruola per chi lavora e non vive di sola politica? Una norma, azzardo, anti-Schmidt?”, domanda provocatoriamente il consigliere comunale.
Schmidt rivendica inoltre la propria presenza ai lavori del Consiglio comunale, sottolineando di aver partecipato a un numero di sedute superiore rispetto alla sindaca Sara Funaro.
“Oggi, per questa maggioranza, conta più la presenza fisica a Palazzo Vecchio che il contributo che un consigliere può offrire ai lavori delle commissioni. Chi, per ragioni di lavoro o altri impegni, non può essere presente viene di fatto escluso dalla possibilità di intervenire direttamente”, sostiene.
Il capogruppo della Lista Schmidt conclude evidenziando come, pur potendo contare sul supporto degli altri consiglieri del gruppo, ritenga fondamentale garantire a ogni eletto la possibilità di partecipare personalmente al confronto istituzionale.
“Per me la qualità del contributo dovrebbe contare più del luogo da cui viene espresso”, conclude Schmidt.
La questione riaccende il dibattito sulle modalità di svolgimento dei lavori delle commissioni consiliari e sul rapporto tra partecipazione istituzionale e strumenti digitali, tema che negli ultimi anni è stato al centro del confronto in numerosi enti locali italiani.



