spot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_img

Forte dei Marmi, balneari tra Bolkestein e rischio Tar: “Governo non ci tutela”

“La situazione non è quella che ci aspettavamo da parte di un governo che ha sempre detto, anche in campagna elettorale, di voler tutelare le medie e piccole imprese”. Stefano Giannotti, titolare del bagno Onda Marina 2 e presidente dell’Unione proprietari bagni (Upb) di Forte dei Marmi, non le manda a dire per mostrare la sua delusione in merito all’ultima bozza del bando sulle concessioni demaniali fatta dal governo.

I timori sull’attuazione della cosiddetta direttiva Bolkestein, la normativa dell’Unione Europea finalizzata a liberalizzare il mercato e favorire la concorrenza mettendo a gara le concessioni pubbliche (come stabilimenti balneari e ambulanti) in scadenza vietando i rinnovi automatici, sono sempre più forti.

“Da parte del governo ci immaginavamo più un qualcosa che potesse tutelare le imprese tradizionali – ammette Giannotti – ovvero di chi ha fatto di questo lavoro l’unica fonte di di sostegno. Invece è stato aspettato tanto tempo e alla fine mi sembra che si tuteli di più le grandi società piuttosto che le piccole imprese”.

Sul tavolo ci sarebbe anche il problema indennizzi. “Non viene inserito in alcun modo un indennizzo se non quello degli ultimi 5 anni, non ammortizzato, per le imprese che oggi gestiscono uno stabilimento balneare – osserva Giannotti – Facendo un esempio, l’anno scorso sono stati venduti il bagno Belvedere e altri due bagni a circa 3 milioni di euro. Oggi se dai come metodo di paragone gli investimenti non ammortizzati effettuati negli ultimi 5 anni, si parla di cifre irrisorie. Anche perché ultimamente la banca crediti non te ne dava, visto che comunque avevi una sorta di scadenza”.

Il problema delle concessioni riguarderebbe gran parte dei bagni fortemarmini. “A Forte dei Marmi ci sono delle concessioni che hanno avuto anni fa l’atto formale – spiega Giannotti – Quindi vuol dire che hanno chiesto allo Stato di rinegoziare la propria concessione e hanno ottenuto, in base agli investimenti che hanno fatto, un periodo congruo che poteva andare dai 5 a 20 anni. A Forte dei Marmi penso che con l’atto formale non ci siano più di cinque o sei bagni. Poi c’è chi ha ricorsi pendenti e potrebbe avere una sospensiva e andare a gara più tardi ma in linea di massima, più della metà se non tutti quelli che non hanno l’atto formale potrebbero andare a gara. Se non addirittura la totalità, perché se mi esce poi una sentenza di un Tar di una regione italiana che cambia tutto…”.

Se si suppone che per gli stabilimenti con l’atto formale non ci siano problemi e quelli con ricorsi pendenti potrebbero beneficiarne allo stesso modo, una sentenza del Tribunale amministrativo regionale (Tar) della Toscana è attesa il 14 maggio. Si dovrà decidere sui ricorsi dell’Antitrust contro i comuni di Forte dei Marmi, Viareggio, Camaiore e Pietrasanta su delibere e atti amministrativi che riguardano l’affidamento delle concessioni per le quali i comuni – come previsto dal governo – hanno fissato il termine per fine estate 2027 mentre per l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, questa sarebbe una proroga illegittima sia per quanto riguarda il diritto europeo che la direttiva Bolkestein.

C’è il rischio che si debba accelerare sulle gare e dietro l’angolo c’è lo ‘spauracchio’ Sarzana. Il Tar della Liguria si è espresso sulla delibera comunale del 2024 del comune ligure che aveva prorogato le concessioni fino al 30 settembre 2027 ritenendola inefficace e mettendo nero su bianco che le procedure di evidenza pubblica debbano essere avviate senza ulteriori ritardi, sancendo di fatto la decadenza delle concessioni in essere per i concessionari degli stabilimenti balneari di Marinella. Stagione ‘saltata’ e Pec con richiesta di lasciare le aree occupate già arrivate – o in arrivo – per i gestori con avvio delle procedure di gare che inizieranno a maggio e si concluderanno entro giugno.

ultimi articoli