Nel Reddito di inclusione varato dalla Regione Toscana “avevamo messo una serie di condizioni che evidentemente è bene togliere, perché abbiamo le risorse per poter allargare l’ambito delle persone che possono goderne”. Lo ha affermato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, a margine della presentazione di uno studio Ires-Cgil Toscana su profitti e salari nell’industria oggi a Firenze.
Giani ha parlato di una misura molto apprezzata e ha fatto l’esempio di un lavoratore “che ormai non ha ammortizzatori sociali, ma che deve essere sostenuto anche in una forma di bonus mensile, quello di 500 euro accanto alla gratuità della formazione per riciclare la propria professionalità”. L’obiettivo della Regione è quindi quello di ampliare la platea dei beneficiari del Reddito di inclusione, intervenendo sulle limitazioni inizialmente previste e garantendo un sostegno più ampio a chi vive situazioni di difficoltà lavorativa ed economica.
Il presidente della Regione Toscana ha inoltre spiegato che l’ente intende introdurre una forma di incentivo per le aziende che, attraverso i premi di produzione, riescono a mantenere più alto il livello salariale dei propri dipendenti. Giani ha ribadito che la Regione vuole stare dalla parte dei lavoratori e che, accanto “a un andamento positivo dell’impresa, deve essere remunerato colui che in realtà ne è protagonista, il lavoratore”.
“È vero che la Toscana ha il 4,1% di indice di disoccupazione rispetto al 6% che è il livello nazionale, però poi questo lavoro non può essere povero, precario, insicuro. L’aspetto della qualità del lavoro e della remunerazione giusta del lavoro è un tema che ci vede alleati con il movimento sindacale”, ha concluso Giani.



