Per oltre dieci anni avrebbe svuotato i conti di un uomo con gravi fragilità psichiche, aggravate dalla morte della madre, lasciandolo in condizioni di estremo disagio mentre si appropriava di un patrimonio milionario.
A Grosseto la Guardia di Finanza ha posto agli arresti domiciliari un 52enne, accusato di circonvenzione di persona incapace per una presunta truffa da circa 1,9 milioni di euro.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’indagato avrebbe sfruttato la vulnerabilità emotiva e psicologica della vittima, instaurando con lui un rapporto di fiducia tale da ottenere una delega illimitata sui conti correnti e il pieno controllo delle sue disponibilità economiche.
Le indagini delle Fiamme Gialle grossetane avrebbero fatto emergere un sistema di raggiri patrimoniali protratto nel tempo: il 52enne si sarebbe fatto consegnare bancomat, carte di credito, codici di sicurezza per l’home banking, oltre a indurre la vittima a firmare assegni in bianco, prestiti personali e mutui fondiari.
Il quadro emerso è particolarmente grave anche sul piano umano. L’uomo sarebbe stato progressivamente privato delle proprie risorse economiche fino a vivere in uno stato di bisogno, senza cibo adeguato, senza riscaldamento domestico e con abiti logori, mentre il suo patrimonio veniva sistematicamente depauperato.
La misura cautelare degli arresti domiciliari, con obbligo di braccialetto elettronico, è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari dopo l’analisi degli elementi raccolti e l’interrogatorio preventivo.
L’inchiesta evidenzia ancora una volta i rischi che possono colpire persone fragili e vulnerabili, soprattutto quando condizioni psicologiche compromesse vengono sfruttate per fini economici. Un caso che scuote Grosseto per dimensioni economiche e impatto sociale.




