Invertire la narrazione sulla violenza di genere agendo non soltanto sulla tutela delle vittime, ma anche sulla rieducazione e sul recupero di chi commette l’abuso. E’ questo l’biettivo del Protocollo Zeus, sottoscritto nel 2024 dalla Questura di Livorno, il Comune, l’Azienda Usl Toscana Nord Ovest e le associazioni Lui e Psicosfera, rinnovato proprio questa mattina all’interno del Palazzo Civico.
Il rinnovo del patto fra istituzioni ed associazioni rappresenta un’importante conferma della validità di un modello di prevenzione integrato che ha dimostrato la propria efficacia sul territorio.
La cerimonia di rinnovo ha assunto un valore simbolico e istituzionale particolarmente significativo per la presenza della Questore Giusy Stellino, giunta al suo ultimo giorno di mandato alla guida della Questura labronica.
“Sono particolarmente orgogliosa di rinnovare questo patto nel mio ultimo giorno da Questore – ha dichiarato Stellino -. Come Questura crediamo fortemente in questo progetto. La rete che si è creata è fondamentale, dobbiamo proseguire lungo un percorso strutturato, ponendo l’attenzione non solo sulle vittime ma anche sull’elemento maltrattante per arrivare a una soluzione definitiva del fenomeno”.
A farle eco è stato il sindaco Luca Salvetti, che ha ricordato come il patto sia nato da un “ragionamento innovativo” capace di inquadrare la violenza nella sua interezza, fornendo strumenti operativi concreti a distanza di due anni dall’avvio.
Altrettanto soddisfatta la direttrice della Zona Livornese dell’Ausl Toscana Nord Ovest, Cinzia Porrà, la quale ha evidenziato come il Protocollo Zeus rappresenti l’unico accordo di questo tipo sottoscritto dall’Azienda sanitaria, confermandone la centralità nelle politiche di prevenzione primaria e secondaria.
I rappresentanti delle associazioni Lui Aps e Psicosfera hanno infine sottolineato l’importanza del cambio di prospettiva culturale alla base della misura, intervenire tempestivamente sul soggetto maltrattante fin dalle prime fasi dell’ammonimento consente di interrompere la spirale della recidiva, aggredendo le radici profonde del fenomeno prima che degeneri in episodi di maggiore gravità.



