Ben 11 offerte arrivate sia da gruppi competitor che da fondi di investimento alla scadenza delle presentazioni di manifestazioni di interesse scadute lo scorso 15 settembre. Sono quelle arrivate per i cantieri di Carrara e La Spezia del gruppo The Italian Sea Group.
“Ora, però – dicono Bruno Casotti della Fim Toscana e Giacomo Saisi della Uilm Lucca Massa Carrara – la priorità assoluta deve essere una sola: mettere in totale sicurezza i lavoratori e salvaguardare il tessuto produttivo del territorio”.
In questa delicata fase di transizione, diventerà fondamentale un passaggio istituzionale decisivo quale l’approvazione, da parte dei giudici del tribunale, del verbale di accordo sul contratto di solidarietà, già siglato lo scorso 9 settembre in Regione tra le organizzazioni sindacali e l’azienda.
“Attraverso questa trattativa – spiegano i sindacalisti – siamo riusciti ad evitare lo scenario ben più drammatico della cassa integrazione per cessazione di attività: una misura che, per sua natura, non avrebbe previsto l’anticipo delle spettanze da parte dell’azienda, lasciando i lavoratori senza sostegno economico diretto per mesi. La scelta della solidarietà rappresenta invece una tutela reale e immediata per le famiglie. Dai riscontri ufficiosi in nostro possesso, i commissari della procedura hanno già espresso parere favorevole. Risulta quindi indispensabile che il via libera definitivo del tribunale giunga in tempi brevissimi: un segnale positivo che ridarebbe un po’ di fiducia e un pizzico di necessario ottimismo a tutte le maestranze coinvolte”.
L’approvazione del contratto di solidarietà rappresenterebbe un passaggio cruciale non solo per i dipendenti diretti, ma anche per le numerose imprese dell’indotto.
“Fino ad oggi – osservano i sindacalisti – molte di queste realtà si sono viste respingere dall’Inps le domande di cassa integrazione ordinaria (Cigo). La situazione dell’indotto è addirittura più drammatica: ci sono aziende che, con il mancato riconoscimento della Cigo, non hanno la liquidità necessaria per pagare gli stipendi, e addirittura lavoratori che hanno ricevuto l’ultimo stipendio 6 mesi fa. Si tratta di un abbaglio clamoroso da parte dell’Inps, che è stata a guardare i cavilli senza considerare minimamente il dramma sociale che si veniva a creare”.
I sindacati avrebbero fatto presente la situazione anche nella riunione dei capigruppo del comune di Carrara.
“L’ok definitivo del Tribunale – commentano Casotti e Saisi – permetterà a tutte le ditte della filiera di agganciarsi all’accordo quadro e presentare, a loro volta, domanda di solidarietà, evitando un drammatico effetto domino sulle imprese del territorio”.
Lo sguardo è ora rivolto alla scadenza del 19 ottobre, termine ultimo entro il quale gli 11 soggetti interessati dovranno presentare le rispettive offerte vincolanti per i cantieri spezzino e carrarino. I sindacalisti lanciano quindi un appello ai giudici e agli organi della procedura.
”Nelle valutazioni delle proposte non ci si fermi al solo aspetto economico e finanziario – dicono i sindacalisti – L’offerta migliore e più vantaggiosa deve essere imprescindibilmente quella capace di garantire il totale mantenimento degli attuali livelli occupazionali e la continuità industriale del bacino di Carrara e La Spezia”.



