Tutti i sindaci della provincia di Grosseto sono stati chiamati a confrontarsi sulla possibilità di costruire una candidatura della Maremma Toscana a Riserva della biosfera nell’ambito del programma Mab (Man and the biosphere) dell’Unesco. L’incontro, promosso dal Comune di Grosseto, rappresenta il primo passaggio di un percorso che punta a mettere in relazione amministrazioni, imprese, associazioni e comunità locali attorno a una strategia territoriale condivisa.
La proposta si inserisce nel lavoro dell’ufficio Relazioni internazionali e Cooperazione territoriale del Comune di Grosseto, che ha avviato un progetto di ricerca con l’Università di Pisa attraverso il programma nazionale Dottorati InPA. Grosseto è una delle cinque amministrazioni italiane selezionate per ospitare un percorso di dottorato, affidato al ricercatore Stefano Camorcia, sul tema “Internazionalizzazione, marketing territoriale e sviluppo locale: un modello di management per la Maremma Toscana”.
La ricerca punta a fornire strumenti per analizzare e monitorare il territorio, rafforzarne l’identità e la proiezione nazionale e internazionale e costruire un sistema di dati sui visitatori e sulla percezione della Maremma Toscana come destinazione e brand territoriale.
In questo quadro si inserisce l’ipotesi di candidatura a Riserva della biosfera. Il riconoscimento non coincide con la creazione di una nuova area protetta: il programma Mab punta infatti a integrare tutela dell’ambiente, sviluppo economico e sociale, ricerca e partecipazione delle comunità locali.
“Abbiamo un patrimonio ambientale, culturale e storico di grande valore – dichiara il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna -. La costa e l’entroterra, le aree protette, i borghi, le produzioni agricole ed enogastronomiche sono risorse che appartengono a tutti i nostri Comuni e che, messe in relazione tra loro, possono esprimere un potenziale ancora più grande. In Toscana ci sono territori che hanno saputo farlo: la Val d’Orcia e il Chianti, ad esempio, sono conosciuti nel mondo perché amministrazioni, imprese e operatori locali hanno scelto di lavorare insieme con una visione comune. Per questo oggi vorrei proporre di avviare una riflessione su un percorso che potrebbe portare la Maremma Toscana a candidarsi come Riserva della biosfera nell’ambito del programma Mab dell’Unesco. Il riconoscimento, però, non è un traguardo in sé. Il suo valore sta soprattutto nel percorso che richiede: un percorso che chiede ai Comuni, alle imprese, alle associazioni e ai cittadini di confrontarsi, condividere obiettivi e coordinarsi nelle iniziative. In altre parole, di costruire una governance territoriale comune”.
Tra gli ambiti sui quali il progetto intende concentrarsi figurano l’ecoturismo e il turismo di prossimità, il cicloturismo, gli itinerari naturalistici e culturali, la valorizzazione delle terme e delle tradizioni locali e il miglioramento dei collegamenti tra aree rurali e centri urbani. La ricerca prevede anche strumenti per verificare nel tempo i risultati delle strategie adottate e fornire alle amministrazioni elementi utili per le future scelte.
“Vorrei soffermarmi su ciò che rende possibile questa governance: il tempo e le persone – commenta il presidente del Consiglio comunale, Fausto Turbanti -. La Maremma che conosciamo oggi è il risultato di un lavoro collettivo durato generazioni. La bonifica di queste terre è stata portata avanti nel corso di decenni, da istituzioni diverse e da comunità che hanno continuato a crederci anche quando i risultati non erano ancora visibili. Credo che il percorso verso la Riserva della Biosfera abbia la stessa natura: funziona se le comunità locali la sentono propria. Penso in particolare ai giovani. Un territorio che sa costruire un progetto per il futuro è un territorio in cui si può scegliere di restare, o di tornare. Le Riserve della biosfera fanno parte di una rete mondiale promossa dall’Unesco. Il Comune di Grosseto ha costruito nel tempo rapporti di collaborazione e di gemellaggio con diverse città in Europa: sono relazioni che possiamo mettere a disposizione dell’intero territorio, perché la Maremma si presenti all’estero con una voce sola. È un’occasione per farci conoscere e, allo stesso tempo, per imparare da altri”.
Il confronto con i sindaci apre quindi una fase di approfondimento sulla candidatura e, più in generale, sulla possibilità di costruire una strategia comune per la Maremma Toscana. Il ricercatore Stefano Camorcia accompagnerà il percorso attraverso dati, analisi e strumenti destinati alle amministrazioni, alle imprese e agli operatori del territorio.



