È nato a Grosseto nel 2009 e oggi è una rete di tutela delle vittime di violenza estesa a tutta Italia. È il Codice Rosa, il percorso che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scelto di conoscere da vicino durante la sua visita all’ospedale Misericordia, incontrando il personale della Stanza Rosa del Pronto Soccorso e gli operatori che negli anni hanno contribuito a costruire questo modello.
Una visita dal forte significato proprio per il luogo scelto dal Capo dello Stato. Il progetto è nato dall’intuizione della dottoressa senese Vittoria Doretti e, dopo la prima sperimentazione grossetana, si è progressivamente esteso in Toscana e poi nel resto del Paese. Oggi il Codice Rosa prevede un accesso protetto e un percorso dedicato per le persone vittime di violenza, con il coinvolgimento di professionalità sanitarie, sociali e giuridiche.
Il sistema riguarda soprattutto le donne, ma anche minori, anziani e persone fragili. Dal 2025 il percorso comprende inoltre chi è vittima di crimini d’odio legati a discriminazione e pregiudizio. L’obiettivo è garantire un’accoglienza tempestiva e riservata, insieme alla corretta raccolta degli elementi utili alle successive denunce e indagini.
Durante l’incontro nell’auditorium del Misericordia è stato lasciato vuoto un posto in memoria di tutte le vittime di violenza. A Mattarella sono stati consegnati il libro del Codice Rosa, pubblicato in italiano, inglese e spagnolo, una rosa bianca con fiocco rosso e una piccola scultura in terracotta dell’artista grossetano Luca Tavarnesi, raffigurante un buttero a cavallo.
La storia del progetto parte dal 2009. Nel 2010 il Codice Rosa diventa un’esperienza pilota e nel 2011 viene trasformato in progetto regionale. Tra il 2014 e il 2015 raggiunge tutte le Asl toscane, mentre nel 2016 nasce la rete regionale. Nel tempo il modello si trasforma da esperienza esclusivamente sanitaria in percorso socio-sanitario. Nel 2018 arriva la prima intesa con le Procure, aggiornata nel 2022, e nel luglio 2024 viene siglato il nuovo protocollo sulle procedure giuridico-forensi.
Dal 2012 al 31 dicembre 2025 nei pronto soccorso toscani sono stati registrati 35.569 accessi in Codice Rosa. Nel 2025 le persone prese in carico sono state 2.749, tra cui 511 minori e 2.238 adulti. Tra questi ultimi, 1.839 erano donne. Le vittime di origine straniera, tra adulti e minori, sono state complessivamente 796.
“Siamo orgogliosi – sottolinea il presidente della Toscana, Eugenio Giani – che il presidente Mattarella abbia scelto Grosseto e la Toscana per accendere un riflettore, necessario, sui femminicidi, parlando di un’esperienza positiva qui nata al fianco delle vittime che hanno subito violenza: donne ma anche bambini e chiunque per discriminazione e pregiudizio è oggetto di crimini d’odio. Questa sensibilità e attenzione è diventata in un luogo della nostra sanità prima un progetto e poi una rete, contribuendo anche a cambiare il modo in cui si affronta la violenza contro le donne. La scelta di Grosseto e della Toscana è un riconoscimento enorme al lavoro che qui è stato fatto, diventato negli anni un punto di riferimento anche oltre i confini della Regione”.
Per l’assessora regionale alla sanità Monia Monni, la visita del presidente della Repubblica rappresenta un segnale della presenza delle istituzioni in una fase segnata da numerosi casi di violenza contro le donne.
“Il Codice Rosa – dice Monni – è un percorso che la Toscana ha scelto di sostenere, far crescere e portare in tutto il territorio regionale, fino a contribuire anche alla costruzione delle linee guida nazionali. E’ una storia di cui la Toscana deve essere orgogliosa”.
E proprio Doretti ha affidato alla visita del Capo dello Stato il significato di un riconoscimento al lavoro collettivo costruito in questi anni. “La visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ci riempie di orgoglio ed è il segno evidente che le istituzioni credono in questo percorso e che il lavoro di questi anni è stato fondamentale – sottolinea l’ideatrice e responsabile della Rete regionale Codice Rosa -. Il mio ringraziamento va a tutte le professioniste e ai professionisti, sanitari e non, che dal 2009 hanno lavorato fianco a fianco per permettere che il Codice Rosa diventasse quello oggi è diventato: un sistema di protezione di tutte le persone vittime di violenza”.



