A trentacinque anni dalla più grande tragedia della marina mercantile italiana (140 morti il 9 aprile 1991), la Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause del disastro del Moby Prince raccoglie una nuova, drammatica testimonianza. A parlare davanti ai deputati è Salvatore De Gaetano, all’epoca ingegnere e direttore tecnico della flotta Snam, l’azienda proprietaria della petroliera Agip Abruzzo, speronata dal traghetto della Navarma. Un’audizione che squarcia nuovamente il velo sul caos dei soccorsi e sulle primissime ore di quella notte maledetta.
“Vi devo dire che quando sono arrivato a Livorno, era mezzanotte, non si sapeva ancora il nome della nave che era entrata in collisione con l’Agip Abruzzo – ha rivelato De Gaetano in Commissione -. Arrivo a Livorno e vedo una scena apocalittica: venti ambulanze sul molo e un nebbione pazzesco che nell’ultimo tratto non si vedeva assolutamente niente”.
Ottenuta l’autorizzazione a uscire in mare dal comandante della Capitaneria di Porto, Albanese, il direttore tecnico Snam sale a bordo di una pilotina insieme al capo dei piloti del porto per dirigersi verso la petroliera in fiamme e quantificare i danni alla struttura. E’ durante questo tragitto che avviene l’incrocio ravvicinato con l’allora sconosciuto traghetto passeggeri.
L’ingegnere ha descritto quegli istanti con precisione: “Vedo una nave che si avvicinava che sembrava una nave da crociera e pensai che in qualche modo stava entrando in porto. Fuori non c’era una fiamma – ha proseguito De Getano – era illuminata dall’interno solo dal fuoco. All’esterno non c’era una fiamma, ma tutti i finestrini che ho visto della Moby erano come lo spioncino di una caldaia con dentro fuoco vivo”.
Questa testimonianza riaccende i fari su uno dei misteri più dolorosi del disastro: lo stato della nave e dei passeggeri a bordo a ridosso della mezzanotte, mentre la nebbia e il fumo ostacolavano l’identificazione dello scafo. Le parole dell’ex direttore tecnico della flotta Snam confermano lo scenario di un rogo interno violentissimo e già totalmente fuori controllo a pochissima distanza temporale dall’impatto, elementi che la Commissione parlamentare continuerà a vagliare per ricostruire il quadro della tragedia.



