La famiglia di Andrea Andreazzi, cuoco viareggino di 63 anni deceduto nella giornata del 28 agosto durante – o subito dopo – un intervento chirurgico, ha sporto denuncia contro il comune di Viareggio e l’Asl Toscana nord ovest. La denuncia al Comune sarebbe pervenuta a seguito dei fatti. Sabato 8 agosto, tra le 9:30 e le 10 del mattino, Andreazzi percorreva in scooter la via Aurelia Sud, diretto al ristorante “Testa e lische” di Torre del Lago dove lavorava. La ruota anteriore del mezzo è finita in una profonda buca al centro della carreggiata, facendogli perdere il controllo e provocando una caduta violenta, che per poco non lo ha fatto schiantare contro un palo della luce. La buca è stata riempita subito dopo l’intervento della polizia locale, giunta sul posto per i rilievi.
L’uomo ha riportato fratture multiple a ginocchio, tibia, perone e omero sinistri, oltre a numerose contusioni e alla frattura di un dito della mano destra. I medici avevano previsto un intervento chirurgico già il giorno successivo, seguito da un mese di gesso e una riabilitazione lunga.
Dopo la prima operazione, avvenuta l’11 agosto, le condizioni sarebbero peggiorate e nei giorni successivi avrebbe iniziato ad accusare dolore nella zona operata, dove aveva anche dei fissatori esterni alla gamba, e sarebbe stata riscontrata una infiammazione. Nonostante la terapia antibiotica indicata telefonicamente dal medico di base, la febbre sarebbe salita fino a toccare i 38-40 gradi.
Venerdì 28 agosto in ospedale si è proceduto con il secondo intervento. Durante l’operazione, durata circa due ore e mezza, si è verificata una complicazione che i familiari, al quotidiano Il Tirreno, descrivono come non ancora chiarita nemmeno dai medici, riconducibile a una trombosi alla gamba. Alle 20 di venerdì è arrivata la comunicazione del decesso, dopo circa 50 minuti di tentativi di rianimazione.
Da parte della Asl sarebbe già stata fissata un’autopsia per chiarire le cause della morte. Gli avvocati della famiglia, Paolo Luca Iacono, Diana Iacono e Alessandro Baroni, hanno spiegato di aver presentato la denuncia proprio per coinvolgere immediatamente la Procura, così che sia il pubblico ministero a disporre gli esami medico-legali, nominando un perito e permettendo alla famiglia di parteciparvi con un proprio consulente.
Le ipotesi di reato contestate sono gravi: si parla di omicidio colposo per cattiva manutenzione stradale e omicidio colposo per presunta imperizia medica, tutte da verificare in sede di indagine. L’obiettivo dichiarato dai legali è duplice: accertare eventuali responsabilità mediche nel decesso e valutare la connessione tra l’incidente dell’8 agosto e quanto avvenuto successivamente in ospedale, oltre a un’eventuale responsabilità del Comune per la mancata manutenzione e segnalazione della buca, che secondo la famiglia sarebbe stata presente da tempo prima dell’incidente. Se le responsabilità venissero confermate, la famiglia procederà a richiedere un risarcimento sia al Comune sia all’Asl.



