La possibile cessione di singole filiali ad acquirenti diversi da Unipol e il rischio di una frammentazione del gruppo finiscono al centro delle preoccupazioni della Fisac Cgil di Mps. Il sindacato contesta le prospettive delineate dall’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo sul futuro dell’istituto senese e chiede garanzie concrete per l’intera platea dei lavoratori, mentre si avvicina la valutazione dell’Opas da parte del consiglio di amministrazione della banca.
A intervenire è il coordinamento delle Rsa della Fisac Cgil del Monte dei Paschi, dopo il comunicato diffuso dalla banca e la successiva call dell’amministratore delegato ai dipendenti. Due momenti nei quali, sottolinea il sindacato, sono stati messi in evidenza da una parte i risultati raggiunti grazie al lavoro delle persone e dall’altra l’imminente valutazione dell’offerta di Intesa Sanpaolo, che sarà formulata dal Cda ai sensi dell’articolo 103 del Tuf, secondo le modalità e le tempistiche previste dalla normativa.
“In questo contesto le posizioni espresse recentemente dall’AD di Intesa sul futuro del nostro Istituto risultano inaccettabili perché il valore prodotto deriva dall’integrità organizzativa di rete e poli di direzione” si legge nella nota della Fisac. A preoccupare è soprattutto l’ipotesi che alcune filiali possano trovare acquirenti alternativi a Unipol nel caso in cui l’offerta andasse a buon fine e l’Antitrust rilevasse ulteriori problemi di concorrenza.
“Esprimiamo profonda preoccupazione per il destino delle lavoratrici e dei lavoratori della Banca; ventilare la ricerca di ‘altri acquirenti’ per singoli pezzi del Gruppo palesa il pericolo che MPS venga frammentata in più rivoli di vendite” scrive il sindacato, per cui questa prospettiva non produrrebbe sviluppo, ma potrebbe aprire la strada allo smantellamento e alla cessione di unità operative, con conseguenze per chi vi lavora. Una possibilità che, secondo la Fisac, rischia di essere considerata un effetto collaterale di obiettivi finanziari e di mercato, lontani da una reale strategia industriale.
“Lo scenario che si prospetta – si legge nella nota stampa – continuerà a premiare chi detiene le azioni e non chi produce la ricchezza, rispondendo esclusivamente a logiche finanziarie e di posizionamento di mercato, anziché industriali”. Da qui la richiesta di riconoscere il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso una redistribuzione equa dei risultati, ambienti di lavoro adeguati, obiettivi commerciali sostenibili, formazione e un confronto costante con le rappresentanze sindacali.
“Le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo MPS meritano rispetto. Meritano risposte concrete, non ulteriori rinvii – si legge nel comunicato -. La tutela e le garanzie per la totalità di lavoratrici e lavoratori del Gruppo MPS devono essere al centro delle future scelte industriali, e non derubricate a dettagli da trattare solo formalmente in un secondo tempo, o peggio a gentili concessioni di qualcuno”.
Il sindacato annuncia infine che metterà in campo ogni iniziativa necessaria a difendere l’occupazione e la professionalità delle persone coinvolte. “Nessuno verrà lasciato solo” conclude la Fisac Cgil.
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