E’ ancora paura fra le mura del reparto di Psichiatria del Santa Chiara, quello stesso reparto un tempo diretto da Barbara Capovani. A tre anni dalla sua morte però, nonostante le nuove misure a tutela del personale medico, la situazione sembra non essere cambiata.
Questa mattina infatti all’interno del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc) dell’ospedale Santa Chiara di Pisa uno dei ricoverati ha seminato il panico fra i presenti arrecando gravi danni alla struttura.
Un televisore è stato completamente distrutto e diversi comodini sono stati sradicati e scagliati con violenza. Ad aggravare ulteriormente la situazione le pesanti minacce che il paziente ha rivolto sia agli operatori sanitari in servizio sia agli altri degenti.
Per tutelare l’incolumità delle persone presenti, la direzione ha dovuto disporre il trasferimento d’urgenza dei ricoverati dal settore maschile a quello femminile.
Data la gravità della situazione sul posto sono intervenute due volanti della Polizia di Stato che, grazie al supporto alla Polizia Penitenziaria già presente, sono riuscite a contenere l’aggressore e a riportare con fatica la calma all’interno del reparto.
Il protagonista della vicenda è un soggetto già noto alle forze dell’ordine, si tratta infatti dell’uomo ritenuto responsabile di un omicidio avvenuto a Pisa nell’agosto del 2022. Il paziente rientra nel gruppo dei sette soggetti trasferiti dalla Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) di Volterra alla struttura di diagnosi e cura pisana.
L’episodio riaccende inevitabilmente i riflettori e le polemiche sulla sicurezza all’interno delle strutture psichiatriche cittadine. Anche perché la presenza dell’uomo nel reparto era stata a più riprese contestata dalle rappresentanze sindacali, che avevano denunciato l’inadeguatezza dei presidi di sicurezza per la gestione di individui ad elevata pericolosità sociale.



