Omicidio di Halloween ad Arezzo, attesa per l’autopsia

Proseguono le indagini sulla morte di Luciano Buonfiglio, il consulente aziendale di 62 anni trovato senza vita nella notte tra il 31 ottobre e il primo novembre nel parcheggio della zona industriale di San Zeno, ad Arezzo. Per il delitto è stato fermato un cittadino colombiano di 29 anni, attualmente detenuto nel carcere di Prato, che nei prossimi giorni sarà sottoposto all’interrogatorio nell’ambito dell’udienza di convalida del fermo.
Il giovane, una persona transgender che si fa chiamare Alexandra, assistito dall’avvocata Federica Valeriani, finora non avrebbe fornito una ricostruzione completa dei fatti. Nelle prime dichiarazioni agli investigatori avrebbe sostenuto di essersi difeso durante una colluttazione con la vittima.
Un passaggio fondamentale per chiarire la dinamica sarà l’autopsia, programmata per mercoledì 4 novembre e disposta dal pubblico ministero Marco Dioni. L’esame, affidato alla medicina legale di Siena, dovrà stabilire le cause esatte del decesso e la natura delle lesioni riscontrate sul corpo di Buonfiglio. Anche la difesa nominerà un consulente tecnico per partecipare alle operazioni peritali e chiederà verifiche sulle ferite che il 29enne avrebbe riportato durante lo scontro.
L’allarme era scattato intorno alle 23.30 di sabato 31 ottobre, quando il titolare di un’attività di ristorazione nelle vicinanze del parcheggio aveva chiamato il 112 dopo aver sentito delle urla provenire dalla zona. All’arrivo della polizia e dei soccorritori, l’uomo era già morto. Sul corpo era stata riscontrata una grave lesione alla testa.
Gli investigatori stanno inoltre esaminando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona industriale e del vicino distretto orafo. Le registrazioni, nonostante una qualità non sempre ottimale, potrebbero fornire indicazioni sugli spostamenti e sui momenti precedenti e successivi alla tragedia.
Restano da chiarire diversi aspetti della vicenda: perché Buonfiglio si trovasse nel parcheggio, quale fosse il rapporto con il 29enne, che sarebbe stato presente all’interno della sua auto, e da cosa sia nata la discussione degenerata nella violenza. Sul corpo della vittima sarebbero stati rilevati, oltre alla lesione alla nuca, segni compatibili con un morso a un braccio e graffi al volto. Gli esami medico-legali dovranno anche stabilire se il colpo alla testa sia stato inferto con un oggetto o con una parte del veicolo.
Al momento, secondo quanto emerge dalle indagini, non sarebbe considerata prevalente l’ipotesi di un’aggressione finalizzata alla rapina. La morte di Buonfiglio ha suscitato profonda impressione a Castiglion Fiorentino, dove risiedeva da tempo. Consulente nel settore dei servizi energetici e delle telecomunicazioni, era conosciuto anche per il suo impegno nelle iniziative civiche e ambientali del territorio, in particolare nella mobilitazione contro il progetto di una centrale a biomasse.

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