Parco di San Rossore: Lorenzo Bani confermato presidente

Lorenzo Bani guida e guiderà il Parco regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli per i prossimi cinque anni. La conferma, nell’aria già da diversi mesi, è diventata ufficiale a seguito della firma del decreto n. 176 da parte del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.

Con la ratifica del decreto si conclude formalmente l’iter istituzionale previsto per la governance dell’ente. Un percorso articolato che ha visto dapprima la fase di raccolta delle candidature, poi la selezione di una rosa di nominativi da parte della Comunità del Parco — l’organo che riunisce i sindaci e i presidenti delle Province di Pisa e Lucca sui cui territori si estende l’area protetta — e infine il passaggio presso la Quarta Commissione consiliare regionale, che ha espresso parere favorevole. Come specificato dall’ente, Bani svolgerà l’incarico a titolo gratuito.

Per Lorenzo Bani, cha alle spalle ha trascorsi politici nel Psi (stessa radice del governatore Giani) e successivamente nel Partito Democratico, si apre dunque il secondo mandato consecutivo alla guida della riserva naturale costiera.

I suoi primi cinque anni di presidenza sono stati contrassegnati da importanti sfide gestionali, ma anche da dibattiti accesi e polemiche sollevate da ampie frange del mondo ambientalista e della sinistra radicale.

Al centro delle critiche delle associazioni ecologiste sono finite alcune scelte di pianificazione ritenute, a loro dire, penalizzanti per la capacità di conservazione e tutela dell’ecosistema tutelato. La principale linea di frattura si è verificata in merito al progetto per la realizzazione della maxi base militare destinata ai reparti d’élite dell’Arma dei Carabinieri all’interno dell’area del Parco, discussione alimentata in particolar modo dopo la proposta avanzata dallo stesso Bani di individuare l’ex sito Cisam come soluzione d’area.

Con la ratifica del nuovo mandato, la presidenza Bani sarà chiamata a bilanciare la tutela del patrimonio naturalistico con le complesse esigenze infrastrutturali e territoriali dell’area pisano-lucchese.

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