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Pianeta GJ 887d: confermata super-terra abitabile a 10 anni luce

C’è vita nello spazio? E se si dove? Queste sono solo alcune delle domande che da sempre attanagliano l’uomo, e sebbene per la prima certezze tutt’oggi non ce ne siano per quanto riguarda la seconda una prima ipotesi c’è ed arriva da Pisa.
A circa 10.7 anni luce di distanza da noi è stata infatti confermata la presenza di un pianeta che può presentare caratteristiche simili a quelle della Terra. Si tratta del pianeta extrasolare denominato GJ 887d, che teoricamente potrebbe ospitare acqua liquida sulla sua superficie e non essere inondato da eccessive tempeste stellari, due condizioni essenziali per il potenziale sviluppo della vita così come la conosciamo.
La ricerca, guidata dall’Università di Gottinga, vanta un’importante impronta italiana grazie al coinvolgimento dell’astrofisico Fabio Del Sordo (Scuola Normale Superiore di Pisa e INAF), che ha contribuito all’analisi dei dati raccolti dai potentissimi spettrografi HARPS ed ESPRESSO dell’ESO in Cile.
Il sistema di GJ 887 non è composto da un singolo oggetto, ma da una vera e propria famiglia planetaria (4 o 5 pianeti in totale). La stella madre è una nana rossa, una tipologia di astro più freddo e piccolo del Sole, ma con una caratteristica fondamentale.
“È una stella molto interessante perché non presenta un’eccessiva attività di tempeste stellari o venti radioattivi – ha spiegato Fabio Del Sordo -. A differenza di Proxima Centauri (il nostro vicino più prossimo), la cui attività magnetica è devastante per le atmosfere planetarie, GJ 887 appare più “tranquilla”, offrendo un ambiente teoricamente più ospitale per lo sviluppo biologico”.
Il pianeta GJ 887d orbita attorno alla sua stella in circa 50 giorni, posizionandosi esattamente nella cosiddetta zona abitabile. Ecco cosa sappiamo finora: la sua massa è almeno sei volte superiore a quella terrestre (una “Super-Terra”); grazie alla distanza fra il pianeta e la sua stella permanente è ipotizzabile la presenza di acqua allo stato liquido in superficie; iInsieme a lui orbitano pianeti più interni con periodi brevissimi di 2 e 4 giorni.
“Rimane il fatto – ha proseguito Del Sordo – che GJ 887d è uno dei pianeti più interessanti mai scoperti proprio perché, tra quelli posizionati in zona abitabile, è il più vicino alla Terra”. Tuttavia, gli scienziati mantengono cautela: senza conoscere l’esatta composizione dell’atmosfera, il “punto interrogativo” sull’effettiva abitabilità resta d’obbligo.
Nonostante la “vicinanza” astronomica, GJ 887d resta fuori dalla nostra portata fisica. Anche utilizzando le sonde più veloci mai progettate dall’uomo, il viaggio per coprire quei 10,7 anni luce richiederebbe oltre 17.000 anni. Per ora, la nostra esplorazione continuerà attraverso le lenti dei telescopi, cercando tracce di vita nei segnali luminosi che attraversano il cosmo.


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