Ci sono legami indissolubili, che neppure una lunga distanza può indebolire e va detto che questi legami spesso e volentieri sono figli dello sport, capace di unire come poche cose al mondo. Ed è proprio questo il caso di Pisa, intesa sia come città che come società sportiva, e di Romeo Anconetani, lo storico presidente che dal 1978 al 1994 guidò i nerazzurri in alcuni dei passaggi più importanti della loro storia.
Proprio per tale ragione ieri all’interno della Sala delle Baleari di Palazzo Gambacorti, si è tenuta la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria ad Anconetani. Alla solenne intitolazione erano presenti il sindaco Michele Conti, l’assessore ai servizi demografici Amanuel Sikera, il figlio dello storico dirigente, Adolfo Anconetani con i familiari, oltre a una folta rappresentanza di ex calciatori e volti noti del panorama calcistico.
Nato a Trieste nel 1922 e scomparso nel 1999, il “Presidentissimo” aveva già ricevuto un importante omaggio nel 2001 con la cointitolazione dello stadio di casa (Arena Garibaldi – Stadio Romeo Anconetani). Il conferimento odierno suggella però formalmente un’appartenenza viscerale e mai dimenticata dal popolo nerazzurro.
Prima di assumere la guida della società toscana nell’estate del 1978, Anconetani si era distinto come giornalista, consulente e mediatore, venendo tuttora ricordato come uno dei precursori della figura del procuratore sportivo. Tra le sue intuizioni più celebri figura il famoso “Archivio Anconetani”, una sterminata rete d’osservazione capace di censire e schedare circa 40mila atleti in tutto il mondo.
Sotto la sua presidenza durata 16 stagioni, il Pisa ha vissuto la propria epoca d’oro: sei campionati disputati in Serie A, quattro promozioni nella massima serie, nove tornei di Serie B, la conquista di due Mitropa Cup (1985 e 1988) e una storica semifinale di Coppa Italia nel 1988-1989.
Anconetani fu un innovatore anche nel costume del tifo organizzato, promuovendo per primo i celebri “treni speciali” per seguire la squadra nelle trasferte. Tra le fila nerazzurre fece approdare ed emergere talenti del calibro di Klaus Berggreen, Wim Kieft, José Chamot e un giovanissimo Diego Pablo Simeone, proiettando il nome di Pisa nel firmamento del calcio internazionale.



