Pisa e Pnrr: investiti 78 milioni e chiusi 41 interventi

Con la scadenza perentoria del 30 giugno 2026, il Comune di Pisa ha tagliato ufficialmente il traguardo dell’attesissima stagione di opere pubbliche legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L’Amministrazione è riuscita a portare a termine il pacchetto di interventi, traducendo in cantieri e servizi sul territorio un ammontare complessivo di 78.6 milioni di euro (composto dai 67 milioni di euro iniziali di matrice Pnrr, integrati da stanziamenti del bilancio comunale e dalle risorse del Fondo Opere Indifferibili).

Complessivamente sono stati portati a termine 41 interventi distribuiti sull’intero scacchiere cittadino. Nel cuore del centro storico spiccano importanti progetti di riqualificazione edilizia e monumentale, come quello realizzato al parco urbano e archeologico della Cittadella (7 milioni di euro). Importante anche il restauro, per un valore di 2.7 milioni di euro, delle mura urbane alla Cittadella Galileiana, così come il recupero dell’ex Chiesa della Qualquonia (1.38 milioni di euro complessivi).

Nel comparto scuola si registra l’unica eccezione ai tempi del 30 giugno: la scuola secondaria “Niccolò Pisano” di Marina di Pisa (un investimento da 6 milioni di euro gestito da Invitalia), per la quale è stata concordata una proroga al 31 agosto.

Tanti poi gli interventi nei quartieri dedicati a nuove strutture sportive come la realizzazione del nuovo impianto sportivo polivalente al Cep, costato 3.9 milioni di euro, e all’edilizia popolare.

“Abbiamo trasformato ogni finanziamento in un’opera concreta oggi a disposizione della città – ha commentato con orgoglio il sindaco Michele Conti -. A differenza del passato, questi investimenti hanno prodotto soprattutto servizi: scuole, case popolari, parchi, impianti sportivi ed edifici storici recuperati. Nessuna cattedrale nel deserto, nessun consumo di nuovo suolo e zero sprechi. Pisa è diventata un modello di efficienza amministrativa citato a livello nazionale dalla Corte dei Conti per la capacità di evitare i ritardi”.

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