Una gravissima reazione allergica alimentare ha ridotto in fin di vita il campione livornese di scherma Aldo Montano. L’ex sciabolatore livornese, 47 anni, è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Santo Spirito di Roma a causa dell’ingestione accidentale di caseina avvenuta all’interno di un ristorante della capitale. A raccontare la drammatica vicenda, che riaccende i riflettori sulla sicurezza della ristorazione pubblica, è stato lo stesso fuoriclasse labronico attraverso i propri canali social ufficiali.
L’episodio si è consumato nonostante l’atleta avesse preventivamente segnalato le proprie problematiche di salute al personale di sala prima dell’ordinazione delle pietanze.
Le parole affidate alle piattaforme web da Aldo Montano restituiscono intatta la drammaticità di quei concitati momenti e la rabbia per una situazione di rischio che, a suo dire, si sarebbe potuta facilmente evitare.
“Ancora una corsa in ospedale, ancora una volta con la vita appesa a un filo – ha spiegato amaramente Montano -. Mi sono ritrovato a lottare per la vita. Nel 2026 è del tutto inaccettabile che ci siano ancora superficialità, impreparazione e una sottovalutazione così grave delle allergie alimentari da parte di chi gestisce la somministrazione di cibo al pubblico”.
L’atleta livornese ha voluto trasformare la sua drammatica disavventura in un duro e accorato monito rivolto all’intera categoria dei ristoratori, sottolineando la differenza sostanziale che passa tra le scelte di tendenza e le patologie mediche severe.
“Non è un capriccio, non è una moda alimentare, non è un’intolleranza. E’ un’allergia potenzialmente mortale. Eppure è successo di nuovo. Quando una persona informa il personale di avere un’allergia, non sta chiedendo un simple favore: sta consegnando a tutti gli effetti la propria vita nelle mani di chi prepara e serve quel piatto in cucina. Questa volta sono riuscito in tempo ad arrivare in ospedale. La prossima volta potrebbe non andare così, per me o per qualcun altro”.
Fortunatamente, grazie alle cure tempestive somministrate dai medici del Santo Spirito, il peggio sembra essere passato, ma lo sfogo del campione olimpico punta a risvegliare le coscienze sull’obbligo del rispetto dei protocolli Haccp e della trasparenza sugli allergeni nei menu.
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