Da quello di San Niccolò al Da Verrazzano, dal Vespucci all’Indiano: la giornata di studi ‘organizzata dai due Ordini professionali, insieme alla Fondazione Architetti, si svolgerà alla Palazzina Reale a partire dalle 9
Quattro ponti per raccontare la Firenze del Novecento e, insieme, interrogarsi sul futuro delle infrastrutture che attraversano l’Arno. È questo il filo conduttore di “*Attraverso l’Arno: storia e futuro di quattro ponti fiorentini”, la giornata di studi in programma il 29 settembre, dalle 9 alle 19, alla Palazzina Reale, organizzata dall’Ordine degli Architetti di Firenze* e dall’*Ordine degli Ingegneri della provincia di Firenze, in collaborazione con la **Fondazione Architetti Firenze*.
“Parlare dei ponti di Firenze significa parlare della storia della città, delle sue trasformazioni urbanistiche e della capacità di architetti e ingegneri di confrontarsi con esigenze, tecnologie e materiali diversi. Ma significa anche guardare avanti, perché queste opere continuano a essere infrastrutture fondamentali e richiedono conoscenza, manutenzione e attenzione alla sicurezza”, spiegano *Silvia Ricceri, presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze, e **Claudia Nati*, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Firenze.
La giornata accompagnerà i partecipanti in un percorso tra storia, architettura e ingegneria, prendendo in esame *i ponti San Niccolò, Vespucci, Giovanni da Verrazzano e all’Indiano* e le diverse ragioni progettuali che ne hanno determinato forma, struttura e rapporto con la città. Il punto di partenza sarà il rapporto tra Firenze e il suo fiume dal dopoguerra a oggi, per poi ricostruire la storia delle opere e della stagione dei concorsi e delle visioni urbanistiche che hanno accompagnato la trasformazione della città.
La mattina sarà dedicata in particolare alla lettura storica e progettuale dei ponti e alle questioni legate alla loro sicurezza. Tra gli interventi, quelli dell’architetto *Fabio Turcheschi, del professor architetto **Ezio Godoli* e del professor architetto *Giacomo Tempesta, che affronterà l’analisi e la valutazione della sicurezza dei ponti esistenti, dalla teoria di Castigliano alla gestione del rischio. Seguiranno gli approfondimenti dell’ingegner **Francesco Lensi* sui ponti San Niccolò e Vespucci, dell’architetto *Roberto Masini* sul ponte Giovanni da Verrazzano e dell’architetto *Paola Ricco* sul ponte all’Indiano. La sessione si concluderà con la professoressa ingegnera *Tullia Iori* e un focus sulla tutela dei ponti del dopoguerra, tra invenzioni, tecnologie e materiali.
Nel pomeriggio il confronto entrerà nelle questioni più attuali legate alla gestione delle infrastrutture esistenti. Il professor ingegner *Luca Solari* parlerà dell’idraulica dell’Arno a Firenze e dell’interazione con le strutture in alveo, con particolare riferimento al ponte Vespucci e alle esigenze di monitoraggio. Il professor ingegner *Salvatore Giacomo Morano* affronterà invece lo stato dei ponti e le difficoltà nella progettazione degli interventi. Seguirà un approfondimento sulle linee guida per la tutela del patrimonio del Novecento, realizzato dall’architetta *Serena Agresti*, prima della tavola rotonda conclusiva.
Il confronto finale coinvolgerà rappresentanti degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri, della Fondazione Architetti Firenze, dell’Università degli Studi di Firenze, del Comune di Firenze, della Regione Toscana, della Città metropolitana, dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale, dell’Archivio di Stato e dell’ambito della tutela del patrimonio. A moderare sarà l’architetto Alessandro Nocentini, consigliere dell’Ordine degli Architetti di Firenze e referente della Commissione Restauro e Recupero del Patrimonio Esistente. La chiusura dell’evento è prevista alle 19.
“L’obiettivo è mettere intorno allo stesso tavolo competenze diverse e creare un confronto concreto sul patrimonio dei ponti fiorentini, dalla conoscenza della loro storia alle modalità con cui oggi possiamo garantirne sicurezza, conservazione e funzionalità. Sono opere che appartengono alla città e che continuano a svolgere una funzione essenziale: occorre quindi guardare al loro futuro con la stessa attenzione con cui ne ricostruiamo la storia”, concludono *Ricceri* e *Nati*.



