Un sopralluogo alle Secche della Meloria per verificare lo stato di salute delle praterie di Posidonia oceanica, uno degli habitat più importanti per l’ecosistema marino e per l’equilibrio della costa. L’attività si è svolta lunedì 5 ottobre a bordo del catamarano oceanografico Polaris, dotato di telecamere speciali e attrezzature scientifiche.
A partecipare al sopralluogo sono stati l’assessore all’Ambiente della Regione David Barontini, il commissario dell’ARPAT Pietro Rubellini e Andrea Porchera, direttore del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, ente gestore dell’area marina protetta delle Secche della Meloria.
L’obiettivo della missione era osservare da vicino le condizioni delle praterie di Posidonia oceanica nel tratto di mare al largo di Livorno e raccogliere elementi utili per monitorarne nel tempo lo stato di conservazione.
“Il sopralluogo alle Secche della Meloria al largo di Livorno – ha spiegato l’assessore Barontini – è stato un’occasione preziosa per osservare da vicino le praterie di Posidonia oceanica, patrimonio naturale fondamentale per l’ecosistema marino e per l’equilibrio della costa. Conoscerne lo stato di salute e seguirne l’evoluzione è essenziale per orientare le scelte di tutela”.
La Posidonia rappresenta infatti un elemento centrale dell’ecosistema del Mar Tirreno. Le sue praterie ospitano numerose forme di vita marina, contribuiscono all’ossigenazione delle acque e svolgono un’importante funzione nella protezione delle coste dall’erosione. Per questo, la loro conservazione è strettamente legata alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi costieri.
Durante il tragitto verso l’area marina protetta, i biologi di ARPAT hanno illustrato le caratteristiche delle praterie, osservate anche attraverso una telecamera filoguidata collegata a un monitor. Le immagini hanno permesso di vedere da vicino l’insieme delle piante che crescono una accanto all’altra, formando quella che viene definita una vera e propria “foresta sottomarina”.
“Il sopralluogo alle Secche della Meloria – ha aggiunto il commissario ARPAT Pietro Rubellini – è stato l’occasione per verificare lo stato di conservazione delle nostre praterie di Posidonia, tra le più estese e rigogliose del Tirreno”.
Secondo Rubellini, il ruolo della Posidonia va oltre la sola tutela dell’ambiente marino. La pianta contribuisce all’assorbimento della CO₂ e alla produzione di ossigeno, mentre le sue praterie costituiscono un importante serbatoio di biodiversità e un habitat fondamentale per numerose specie marine.
Le praterie rappresentano inoltre aree importanti per la riproduzione e la crescita di molte specie ittiche e costituiscono un ambiente privilegiato per la pesca del rossetto. La loro salvaguardia assume quindi una valenza che coinvolge non soltanto la conservazione degli habitat naturali, ma anche le attività e le comunità legate al mare.
“La difesa della costa passa anche dalla cura degli habitat marini – ha sottolineato Barontini – per questo la Posidonia deve avere un ruolo nelle nostre strategie di gestione e protezione del litorale”.



