Sono tante le iniziative di Cgil, Cisl e Uil in vista del Primo Maggio 2026. La manifestazione nazionale si svolgerà a Marghera, in Veneto, mentre in Toscana saranno decine le iniziative, con cortei, comizi, commemorazioni, ma anche iniziative musicali e ritrovi festosi, in tutte le province della regione.
Il segretario generale della Cgil Toscana Rossano Rossi sarà al corteo di Empoli: ore 9 concentramento del corteo con partenza da via Roma, comizio conclusivo della segretaria Cgil nazionale Maria Grazia Gabrielli. La segretaria generale Cisl Toscana Silvia Russo sarà a Marghera, mentre Katiuscia Biliotti, componente della segreteria regionale Cisl Toscana, sarà all’iniziativa di Pisa, con concentramento 9:30 in piazza Vittorio Emanuele e comizio conclusivo in piazza Garibaldi, con le conclusioni di Fulvio Fammoni (Cgil nazionale). Il segretario generale Uil Toscana, Paolo Fantappiè sarà a Sesto Fiorentino (Firenze), dove interverrà nel comizio conclusivo della manifestazione che prende il via alle 10 da piazza Ginori.
“Il Primo Maggio – dice Rossano Rossi, segretario generale Cgil Toscana – torniamo a mettere al centro il lavoro dignitoso, oggi sempre più fragile e precario. L’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie stanno cambiando il lavoro in profondità: non possiamo fermarle, ma possiamo e dobbiamo governarle. Senza regole rischiano di cancellare diritti e occupazione, con scelte giuste possono creare lavoro buono e nuova dignità. Per questo serve più lotta, più contrattazione, più tutele, più diritti. Il Primo Maggio è mobilitazione, è voce, è impegno per un futuro più giusto”.
“Il messaggio del Primo Maggio – sottolinea Silvia Russo, segretaria generale Cisl Toscana – è tanto semplice quanto impegnativo: non c’è vero sviluppo senza lavoro dignitoso e non c’è lavoro dignitoso senza diritti, legalità, contrattazione e politiche pubbliche all’altezza delle sfide. Il lavoro dignitoso infatti non è solo una condizione individuale. Il futuro, anche della Toscana, si gioca in questo campo”.
“Il Primo Maggio di quest’anno – dice Paolo Fantappiè, segretario generale Uil Toscana – ci pone di fronte ad una scelta chiara: o si rimette al centro il lavoro dignitoso, oppure si accetta un modello fatto di precarietà, bassi salari e disuguaglianze. Noi scegliamo la prima strada: più contrattazione, più rappresentanza, più diritti, contro ogni forma di lavoro povero e sfruttamento”.




