Un flusso ininterrotto di pazienti con una media di circa 210 accessi giornalieri e picchi che hanno toccato quota 250-260, pari all’arrivo di una persona ogni cinque minuti nell’arco delle 24 ore. Sono questi i dati registrati dal Pronto Soccorso dell’ospedale di Livorno dal 1° giugno a oggi, per un totale di 16.860 interventi in poco più di due mesi.
Numeri importanti che indicano quanto la struttura labronica venga sollecitata ogni giorno, ma come ha sottolineato il direttore del reparto Luca Dallatomasina l’operato dei medici in questi mesi non si limita certo al solo numero di ingressi, va infatti tenuto conto anche della loro urgenza e complessità, che determineranno l’impegno e le tempistiche richieste da ogni accesso.
Il presidio livornese accoglie non solo l’utenza cittadina ma chiaramente assorbe anche i casi più gravi dell’intera provincia. Sul totale dei pazienti giunti in struttura circa il 10% rappresenta emergenze o urgenze indifferibili (codici 1 e 2); il 40% riguarda urgenze differibili (codici 3); ed infine il 50% è costituito da codici 4 e 5 (urgenze minori o non urgenze).
“Un paziente che rimane in pronto soccorso per molte ore non è necessariamente una persona che sta semplicemente aspettando un letto – ha spiegato Dallatomasina – è un utente sottoposto a esami, monitoraggio e terapie. Oggi la struttura non è un mero luogo di smistamento ma un centro di diagnosi e cura. Il tasso di ricovero al 9,2% dimostra proprio l’efficacia dell’azione di filtro svolta dai medici”.
Per far fronte alla carenza strutturale di medici che colpisce la sanità nazionale, la direzione ha poi adottato una serie di accorgimenti organizzativi, come l’assunzione di un nuovo medico da graduatoria, il reclutamento di tre professionisti dalla continuità assistenziale e il supporto orario garantito dai medici di Medicina interna.
Per alleggerire la pressione sulla struttura ospedaliera, la direzione ricorda infine l’importanza di fare riferimento anche alla rete territoriale, come la Casa di Comunità H24 di via Impastato, adatta alla gestione dei bisogni sanitari meno urgenti.



