Rondine a Comanducci: “Arezzo città laboratorio di pace”

Arezzo può diventare una città-laboratorio di pace. È il messaggio che arriva da Rondine all’indomani dell’elezione di Marcello Comanducci a sindaco della città. “Rivolgiamo le nostre congratulazioni e il nostro augurio più sincero”, afferma Franco Vaccari, fondatore e presidente di Rondine Cittadella della Pace, l’organizzazione internazionale con sede nel territorio aretino che da anni lavora per la formazione di giovani provenienti da Paesi segnati da guerre e conflitti.

Vaccari ricorda la recente visita del neosindaco alla Cittadella della Pace: “La sua presenza a Rondine nelle ultime settimane è stata un segno importante. Gli abbiamo consegnato, insieme a tutta la città, una domanda semplice e radicale: quale ruolo può avere Arezzo nella costruzione della pace? Oggi quella domanda può diventare responsabilità amministrativa”.

Secondo il presidente di Rondine, Arezzo ha l’opportunità di tradurre in politiche locali l’esperienza maturata negli anni dalla Cittadella della Pace, diventando un modello di gestione e trasformazione dei conflitti. “Le città sono il primo luogo in cui il conflitto si manifesta: nelle scuole, nei quartieri, nelle famiglie, tra generazioni, culture, fragilità e solitudini diverse. Ma proprio per questo possono diventare anche il primo luogo in cui il conflitto si trasforma”, sottolinea Vaccari.

Da qui la proposta rivolta alla nuova amministrazione comunale: “Al nuovo sindaco proponiamo di fare insieme un passo concreto: rendere la pace una competenza della città”. Rondine ha infine confermato la propria disponibilità a incontrare il sindaco e la futura giunta, mettendosi a disposizione per un percorso condiviso con cittadini, associazioni e realtà del territorio, affinché Arezzo possa rafforzare il proprio ruolo come città del dialogo, della relazione e della pace.


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