Sabotaggio ferroviario a Lastra a Signa, due indagati

Svolta nelle indagini sul grave episodio di sabotaggio avvenuto la notte tra il 23 e il 24 dicembre 2025 lungo la linea ferroviaria nei pressi della stazione di Lastra a Signa. La Procura distrettuale antimafia di Firenze ha disposto il 2 luglio una serie di perquisizioni nei confronti di un uomo e una donna, entrambi residenti in provincia di Firenze e di circa trent’anni, ritenuti i presunti responsabili dell’azione.

Secondo quanto reso noto dalla Questura di Firenze, i due avrebbero collocato un palo segnaletico in posizione trasversale sui binari, creando una situazione di grave pericolo che avrebbe potuto provocare il deragliamento di un convoglio o un incidente ferroviario con pesanti conseguenze.

L’episodio fu scongiurato grazie all’attivazione dei sistemi di sicurezza della rete ferroviaria, che bloccarono immediatamente la circolazione dei treni. Il traffico rimase sospeso per oltre un’ora, consentendo la rimozione dell’ostacolo e la messa in sicurezza della linea.

Le indagini sono state condotte dalla Digos di Firenze, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia. Gli investigatori hanno avviato gli accertamenti anche alla luce dei recenti episodi di sabotaggio di matrice anarchica verificatisi in varie zone d’Italia ai danni delle infrastrutture ferroviarie.

Gli inquirenti, tuttavia, precisano che allo stato attuale non emergono elementi che colleghino i due indagati ad organizzazioni criminali o eversive di natura terroristica.

Determinante per l’identificazione dei presunti responsabili è stata l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area della stazione, successivamente integrata con ulteriori attività investigative che hanno portato all’emissione dei decreti di perquisizione.

Nel corso delle operazioni, spiegano gli investigatori, sono stati sequestrati numerosi elementi ritenuti utili a confermare l’ipotesi accusatoria. Inoltre, i due indagati avrebbero sostanzialmente ammesso le proprie responsabilità durante gli accertamenti.

L’inchiesta prosegue per chiarire il movente del gesto. Gli investigatori stanno analizzando i dispositivi elettronici sequestrati e l’attività sui social network dei due indagati, nel tentativo di ricostruire la loro rete di contatti e verificare un eventuale coinvolgimento in altri episodi analoghi avvenuti in passato.

Le verifiche sono tuttora in corso e serviranno a definire il contesto in cui è maturata un’azione che avrebbe potuto avere conseguenze estremamente gravi per la sicurezza della circolazione ferroviaria.

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