Sant’Orsola Firenze, lavori in ritardo: la protesta

Da una parte le critiche di residenti ed esperti, dall’altra la risposta della Città metropolitana di Firenze. A distanza di un anno, in occasione delle celebrazioni per il co-patrono cittadino, il coordinamento di residenti ed esperti riuniti in Santorsolaproject traccia un bilancio sul processo di rigenerazione urbana del rione e rivolge 10 domande all’amministrazione, chiedendo alla sindaca Sara Funaro un incontro pubblico.

Il coordinamento, che ha promosso insieme ai rappresentanti del Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze e dell’Ordine degli architetti di Firenze il processo partecipativo “Laboratorio San Lorenzo”, segnala in particolare “pedonalizzazioni e verde urbano fermi, piazza del Mercato Centrale invariata, Sant’Orsola ancora chiusa”.

Il Laboratorio, viene ricordato, ha elaborato un piano strategico cofinanziato dall’Autorità regionale per la partecipazione e articolato su tre assi: la pedonalizzazione e la qualità dello spazio pubblico di San Lorenzo, la riprogettazione di piazza del Mercato Centrale e la riapertura permeabile del complesso di Sant’Orsola.

“Nonostante le rassicurazioni pubbliche ricevute negli anni, su tutti e tre i fronti gli interventi risultano gravemente in ritardo”, affermano in una nota i promotori.

Da qui le 10 domande rivolte all’amministrazione comunale. Tra i temi sollevati c’è la fruibilità pedonale di via Nazionale, via Guelfa, via San Zanobi e piazza San Lorenzo. Al centro delle richieste anche la mancata riqualificazione del mercato turistico ambulante di San Lorenzo e la riprogettazione di piazza del Mercato Centrale, con l’obiettivo di ridurre gli spazi destinati alle auto e aumentare le aree verdi.

Un capitolo importante riguarda poi il complesso di Sant’Orsola. I promotori chiedono alla sindaca un incontro pubblico nel quale presentare lo stato di attuazione delle convenzioni tra il concessionario e le amministrazioni pubbliche, confermare gli obiettivi strategici e illustrare il cronoprogramma delle diverse fasi di rigenerazione e apertura al pubblico.

Da Santorsolaproject arriva inoltre il sollecito a istituire una cabina di regia dedicata, con un responsabile unico del coordinamento degli interventi, e ad attivare un sistema permanente di monitoraggio pubblico.

“Senza un’unità di coordinamento e un responsabile con un mandato diretto della sindaca – afferma il coordinatore Emanuele Salerno – gli interventi continueranno a procedere a rilento e in modo non integrato, con un inevitabile spreco di risorse pubbliche e continui disagi per i cittadini”.

Dalla Città metropolitana arriva però una risposta che guarda alle tempistiche complessive del progetto. “Il percorso di rigenerazione da 31 milioni di euro è in corso di realizzazione: la conclusione dei lavori prevede di completare l’intervento in lotti con consegne a partire dal 2028 e fine nel 2029. Intanto il Polo Artigiano di via Guelfa è operativo”.

Il confronto sul futuro di San Lorenzo e di Sant’Orsola resta quindi aperto, tra le richieste di residenti ed esperti di accelerare gli interventi e il cronoprogramma indicato dalle amministrazioni per completare la rigenerazione del quartiere.

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