Scontro a Pisa tra Bpm e la colonia felina di Piazza Dante

In Italia le colonie feline sono tutelate per legge, ma la banca Bpm di piazza Dante a Pisa sembra averlo dimenticato e da tempo ormai sta dando battaglia ai volontari che si prendono cura di Perla, Barbetta, Codino e Farfallina.

Non sono gatti randagi sporchi e malati, al contrario sono sterilizzati, puliti, privi di parassiti eppure, per la filiale della banca Bpm, i quattro felini, parte di una colonia diffusa di circa 20 gatti registrata nel centro storico tra Piazza San Giorgio e Piazza Dante, rappresenterebbero un problema di salute pubblica.

Nonostante le tutele previste dalla Legge Regionale 59 e dal Regolamento del Comune di Pisa sui gatti liberi, l’istituto di credito ha inviato una formale segnalazione al Comune e alle istituzioni sostenendo che gli animali avrebbero veicolato pulci e zecche all’interno dell’edificio, accusandoli di stazionare nel giardino della filiale e sul relativo muretto di cinta.

La posizione assunta dall’istituto bancario ha scatenato la dura reazione delle gattare e della referente della colonia, Antonella Pochini, attiva nella cura dei felini dal 2014. I volontari sottolineano come le verifiche della stessa Asl abbiano documentato la perfetta salute degli animali, escludendo la presenza di parassiti.
“I gatti vivono all’esterno e sono costantemente controllati. I punti pappa erano stati approvati dal Comune durante i censimenti e la zona viene sempre pulita dopo la somministrazione del cibo. Tutto questo è perfettamente legittimo” ha sottolineato Pochini.

A seguito delle pressioni e delle lamentele presentate dalla banca, nei giorni scorsi è scattato il divieto di somministrare cibo nella postazione di Piazza Dante, sia lungo il muretto che sull’adiacente suolo pubblico.
Una decisione definita dagli animalisti “crudele, stupida e illegale”. I volontari, sostenuti da legali e associazioni di settore, hanno fatto sapere di non volersi piegare ai diktat dell’istituto.

Nel frattempo, la vicenda ha fatto il giro del web: un post pubblicato su Facebook è diventato rapidamente virale raccogliendo centinaia di commenti di sdegno, con diversi correntisti che hanno dichiarato di aver già chiuso o di voler trasferire il proprio conto corrente altrove in segno di protesta.

ultimi articoli