La possibile riorganizzazione della giustizia tributaria, con il trasferimento della sede di Siena a Firenze, accende l’allarme della Provincia. A manifestare la preoccupazione è la Presidente Agnese Carletti, che in una lettera inviata alla Presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria Carolina Lussana sottolinea come il provvedimento possa compromettere l’accesso dei cittadini e delle imprese al diritto alla difesa.
“Preoccupazione per le notizie relative alla riforma della giustizia tributaria da parte del Mef, che prevede la soppressione di 22 sedi di primo grado su 103 esistenti a livello nazionale – scrive Carletti -. In particolare, per il possibile accorpamento e trasferimento della sede di Siena, punto di riferimento essenziale per contribuenti, imprese, professionisti e cittadini del territorio provinciale e delle aree limitrofe, con ogni probabilità verso la sede di Firenze”.
La Presidente evidenzia come l’ipotesi di accorpamento possa avere conseguenze rilevanti: dalla difficoltà di accesso per piccoli imprenditori, artigiani, agricoltori e famiglie, già gravati da problemi economici e infrastrutturali, alla perdita di professionalità consolidate nel tempo dai giudici e dal personale locale. “Si rischia di ledere il principio di una giustizia ‘effettiva e vicina’, cardine di uno Stato di diritto – aggiunge Carletti -, soprattutto in un settore (quello tributario) che rappresenta spesso l’ultima tutela contro accertamenti fiscali percepiti come ingiusti o sproporzionati”.
Per la Provincia di Siena è fondamentale che ogni riorganizzazione tenga conto delle caratteristiche territoriali, della capillarità del servizio e del principio di prossimità della giustizia, soprattutto nelle province con bassa densità demografica e presenza diffusa di attività produttive.
“La comunità senese – conclude Carletti – ha sempre dimostrato grande senso di responsabilità e spirito di collaborazione istituzionale: auspichiamo che tale atteggiamento trovi riscontro nelle decisioni finali, affinché il diritto alla difesa non venga ‘traslocato’ lontano proprio dai cittadini e dalle cittadine che dovrebbe tutelare”.
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