Sollicciano, Parissi: “La magistratura guarderà anche Prato”

“I trasferimenti in corso dal carcere di Sollicciano è una cosa buona per l’istituto, ma è scandalosa per il Ministero e per il Dap nazionale. Dove erano prima? Vediamo se adesso cambia qualcosa, a volte la magistratura fa miracoli. Ed è ora di dirlo: nessun dirigente ministeriale vuole mettere in crisi il proprio scatto di carriera. Vedrete che la magistratura dopo Firenze si muoverà anche sul carcere di Prato”. Il Garante dei detenuti di Firenze Giancarlo Parissi, a TgRegione, indica la via: agire subito e in fretta. “Io sono imbestialito”, dice.

Che novità ci sono a Sollicciano?

“I trasferimenti stanno andando avanti. Io so che il numero più grosso di detenuti andrà nella nuova ala ristrutturata del carcere di Livorno”.

Di quanti detenuti si parla?

“Si va nell’imponderabile. D’altronde dono due decenni di zero mosse su Sollicciano, adesso seguiamo solo i ‘si dice’, perché a noi non vengono date informazioni certe”.

E questo non è grave?

“Beh, dopo la magistratura chi si doveva muovere si è scatenato. Ripeto: il ministero dove era prima?”.

Ha parlato di Livorno. Il carcere più vicino a Firenze è quello della Dogaia di Prato.

“Lì ci sono 650 detenuti, su spazi per 500. Per me quella non è la soluzione”.

Lì finora sono arrivati 17 detenuti da Firenze.

“Sì, ma come problemi strutturali e di tenuta dell’istituto viene subito dopo Sollicciano: sento dire che in quella struttura arrivano droni con la droga, rendetevi conto. Prima che intervenga la magistratura, io mi rivolgo nuovamente al Ministero: se hanno un minimo di coscienza, metteteci subito le mani. Iniziate anche da lì trasferimenti”.

Aumentano le voci sulla possibile riapertura di Pianosa?

“Non mi pare sia qualcosa di semplice”.

Cosa si deve fare in generale a Sollicciano?

“Adesso ci sono macerie, sento dire da tutti: abbattere e ricostruire. Ma ciò ora non è possibile. Io credo più a una soluzione con trasferimenti, ristrutturare l’ala vuota, altri trasferimenti, ristrutturare un’altra parte. Insomma credo a un’operazione a blocchi”.

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