Continua il dibattito sugli stati generali dell’urbanistica, proposti dalla sindaca Sara Funaro e successivamente rilanciati da padre Bernardo Gianni, abate dell’Abbazia di San Miniato al Monte. Dopo l’estate l’appuntamento sarà organizzato e aperto alla cittadinanza, con il coinvolgimento dell’Ordine degli Architetti, dell’Ordine degli Ingegneri e della Fondazione Michelucci, chiamati a partecipare al confronto sul futuro urbanistico di Firenze.
In un’intervista rilasciata a La Nazione, la sindaca Funaro ha ribadito la necessità di promuovere un confronto pubblico senza rallentare il percorso di sviluppo della città. “È giusto fare gli stati generali, dibattere e riflettere, ma la città deve andare avanti. Non concentriamoci su singoli pezzi di trasformazione, ma guardiamo l’insieme. Ogni epoca storica ha le sue trasformazioni e i suoi dibattiti, fa parte della bellezza di Firenze che è viva e partecipe”.
Tra gli esempi citati dalla prima cittadina c’è la riqualificazione di via dello Statuto grazie alla tramvia: “Via dello Statuto con la tramvia è diventata un’altra cosa: viva, riqualificata”. Funaro ha poi richiamato anche il progetto dell’area dei Lupi di Toscana e quello dedicato alle risposte abitative nell’ex caserma di Santa Maria Novella, ricordando un episodio personale: “Mio nonno, nella medesima situazione, scrisse una lettera all’architetto Giovanni Michelucci”. La sindaca ha inoltre confermato la collaborazione con gli ordini professionali e con la Fondazione Michelucci per costruire il percorso degli stati generali.
Nel corso dell’intervista, Funaro ha anche escluso qualsiasi ipotesi di un futuro impegno politico nazionale, spiegando di essere concentrata esclusivamente sul secondo mandato alla guida di Palazzo Vecchio.
Infine, la sindaca è tornata sulle recenti dichiarazioni dell’arcivescovo Gherardo Gambelli sul tema della casa e delle fragilità sociali. “Ero all’omelia, ho ascoltato bene il vescovo – ha affermato Funaro –. Ha detto che dobbiamo dare risposte ai cittadini fragili, ai carcerati perché Sollicciano è una vergogna. Non mi pare dipenda da noi. E no, non si rivolgeva a me”.



