La Toscana si prepara a dotarsi di una nuova cornice legislativa per rendere più organico il modello regionale di gestione e prevenzione delle vertenze aziendali e rafforzare gli strumenti a tutela del lavoro. La proposta di legge, condivisa con le parti sociali, è stata presentata a Palazzo Strozzi Sacrati dal presidente della Regione Eugenio Giani, dall’assessore al Lavoro Alberto Lenzi, dall’assessore alle Attività produttive Leonardo Marras e dal consigliere speciale per le crisi industriali Valerio Fabiani.
Il provvedimento, definito dalla Regione un’iniziativa inedita nel panorama legislativo regionale italiano, sarà sottoposto all’approvazione della Giunta per essere successivamente trasmesso al Consiglio regionale.
L’obiettivo è mettere a sistema le esperienze maturate negli ultimi anni ai tavoli di crisi e introdurre nuovi strumenti per affrontare le emergenze occupazionali, prevenirle e favorire, quando necessario, l’arrivo di nuovi investimenti e il rilancio dei siti produttivi.
“Vogliamo rendere il nostro modello regionale di intervento sempre più capace di operare sui diversi fronti della tutela del lavoro e del nostro sistema produttivo e industriale”, ha spiegato il presidente Eugenio Giani, sottolineando come la Toscana intenda dotarsi di nuove leve per fronteggiare e prevenire le emergenze occupazionali e favorire l’attrazione di nuovi investitori.
Tra le principali novità previste dalla proposta c’è l’istituzione di un Fondo regionale per la gestione delle emergenze occupazionali. Il fondo, secondo quanto spiegato dall’assessore Lenzi, dispone attualmente di circa 10 milioni di euro stanziati dall’assessorato al Lavoro e servirà a concentrare le risorse destinate alle misure di ricollocazione e reinserimento dei lavoratori coinvolti nelle crisi aziendali.
La proposta nasce anche dalla necessità di intervenire in un contesto economico caratterizzato dal riposizionamento di alcuni importanti settori, tra cui moda e automotive. La presenza in Toscana di un tessuto produttivo composto in larga parte da piccole e medie imprese rende inoltre necessario, secondo la Regione, disporre di strumenti territoriali capaci di intervenire anche nei casi che non presentano i requisiti per l’apertura di tavoli nazionali.
Accanto alla gestione delle crisi già manifeste, la Regione punta a rafforzare gli strumenti di prevenzione. L’assessore alle Attività produttive Leonardo Marras ha ricordato le iniziative già avviate attraverso Fiditoscana e il protocollo sottoscritto con Unioncamere. L’obiettivo è utilizzare in modo coordinato gli strumenti previsti dal decreto legislativo 14 del 2019, tra cui la composizione negoziata e gli accordi di ristrutturazione del debito, per aiutare le imprese ad affrontare difficoltà temporanee e tornare a condizioni di competitività.
La proposta prevede inoltre un monitoraggio permanente delle situazioni di difficoltà, in modo da consentire alla Regione di intervenire prima che una crisi aziendale diventi irreversibile.
Un ruolo importante sarà affidato anche ad ARTI, l’Agenzia regionale per il lavoro, che dovrà mettere a punto servizi specifici, soprattutto attraverso la formazione, per accompagnare il rilancio delle aziende in difficoltà e ridurre il rischio di esuberi. In caso di ricollocazione esterna, l’obiettivo sarà salvaguardare competenze e professionalità dei gruppi di lavoratori coinvolti nelle vertenze, considerate un patrimonio per l’economia toscana.
La Regione intende inoltre estendere la propria attenzione ai lavoratori stagionali, precari e dell’indotto che gravitano intorno alle crisi aziendali, spesso con numeri significativi.
Tra gli altri strumenti previsti figurano il rafforzamento delle attività di scouting pubblico e dell’accompagnamento istituzionale per attirare nuovi investimenti, il sostegno alla riqualificazione dei siti produttivi in caso di cessazione delle attività e la promozione dei percorsi di Workers buyout, attraverso i quali i lavoratori possono acquisire e rilanciare un’impresa.
La proposta richiama infine anche il principio della responsabilità sociale d’impresa, considerato un elemento da valorizzare nelle politiche regionali dedicate al lavoro e allo sviluppo economico.
Secondo il consigliere speciale per le crisi industriali Valerio Fabiani, la nuova legge rappresenterebbe un ulteriore passo nel percorso intrapreso dalla Toscana nella gestione delle crisi. “Traduce in norma molte delle buone pratiche maturate in questi anni ai tavoli di crisi della Regione”, ha spiegato Fabiani, evidenziando l’importanza di intervenire sia nelle fasi di crisi sia in quelle precedenti e successive, dalla prevenzione alla possibile reindustrializzazione fino alla ricollocazione dei lavoratori.
Il quadro delle crisi aziendali seguite dalla Regione Toscana comprende attualmente numerosi tavoli di confronto. Secondo l’ultimo aggiornamento del report dell’Unità di Crisi Lavoro, dall’inizio dell’attuale legislatura sono stati 62 i casi risolti positivamente o con soluzioni occupazionali parziali, per un totale di circa 7.500 lavoratori tutelati.
Sono invece 20 le crisi aziendali attive o di recente convocazione del tavolo regionale di negoziato, che coinvolgono complessivamente 7.350 lavoratori in organico, compreso l’indotto.
Altri sette tavoli, che interessano circa 720 lavoratori, sono considerati “in transizione” e presentano possibili sviluppi positivi. Sono invece 24 i tavoli di monitoraggio preventivo, con oltre 6mila lavoratrici e lavoratori coinvolti.
Infine, risultano 18 i tavoli chiusi, per circa 700 lavoratori, per i quali resta attivo l’impegno della Regione sul fronte della ricollocazione.



