È scontro sindacale alla Trigano sul tema della precarietà. La Fiom Cgil di Siena contesta le recenti dichiarazioni della Fim Cisl sugli accordi sottoscritti nel 2019 e nel 2024 e sostiene invece che entrambe le intese siano illegittime perché prive di causali per il ricorso ai contratti a termine.
“L’accordo 2024 è illegittimo come quello del 2019” afferma la Fiom, secondo cui la riduzione da 48 a 24 mesi della possibilità di lavorare senza causali non avrebbe rappresentato una tutela per i lavoratori, ma soltanto una riduzione del periodo di precarietà.
A sostegno della propria posizione, la Fiom richiama la sentenza numero 287/2023 del Tribunale di Siena e quella numero 388/2025 della Corte d’Appello di Firenze, che hanno dichiarato illegittimo l’accordo del 2019 per l’assenza delle causali. Secondo il sindacato, la stessa questione potrebbe quindi riguardare anche l’intesa del 2024, soprattutto alla luce del nuovo contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici industria del 22 novembre 2025, che ha introdotto criteri più stringenti per il ricorso ai contratti a termine oltre i 12 mesi.
La Fiom interviene anche sul tema del referendum aziendale, rivendicando di aver introdotto il voto segreto e sottolineando che in precedenza gli accordi venivano sottoposti ai lavoratori attraverso l’alzata di mano o senza una consultazione.
“La FIOM non firma e non firmerà mai accordi peggiorativi, in deroga alla legge” ribadisce il sindacato, che accusa la Fim di aver sottoscritto un’intesa poi dichiarata illegittima dai tribunali. Da qui la richiesta di una smentita pubblica e di scuse.
Alla Trigano la Fiom chiede inoltre l’applicazione della sentenza, con la stabilizzazione dei lavoratori che hanno superato i 24 mesi, assunzioni dirette, la fine del ricorso alle cooperative e l’apertura di un tavolo sindacale per adeguare la gestione dei contratti al nuovo CCNL.



